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Proviamo a riprovare vergogna

Mauro Leonardi

Qualche giorno fa un importante politico italiano dice nel fuori onda di un importante talk show televisivo che un altro importante politico italiano «andrebbe ammazzato». Mettete voi nomi, cognomi, date e luoghi al fatto. 
Io l’unica parola che voglio spendere è questa: irresponsabile. Chi pronuncia e amplifica questa frase, da qualsiasi parte la si giri, è un irresponsabile. Etimologicamente, è qualcuno che non avverte il peso delle parole.
Cosa aspettiamo a rimettere in moto le coscienze, a ridestare dentro di noi le nostre conoscenze e sensibilità, a collegarle tra loro così da porci delle domande ed e rispondere in prima persona, senza fuori onda ma essendo presenti a noi stessi?
Forse possiamo aiutarci con il rispolverare altre parole che significano importanti sentimenti: tabù, vergogna, segreto. Proviamo a ricreare accanto a “irresponsabile” un territorio proibito, di quelli dove si entra solo scalzi come si faceva per i territori sacri. Un territorio fatto di tutto ciò che fa parte della vita intima, interiore, sacra appunto, dell’altro e della nostra. Dove si bussa prima di entrare e si entra solo se invitati. Dove nessun fuori onda è concesso.
Proviamo a riprovare vergogna. Non quella che schiaccia e blocca ma quella che è come il dolore per il male e il sonoro per la sirena: un avvertimento che qualcosa non va e che bisogna fermarsi. Proviamo a fare del silenzio non uno spazio per la noia, non un luogo vuoto che vuol dire solo spreco ma un posto dove riflettere, fermarsi, contemplare, cercare risposte e ascoltare domande. Proviamo.

MAURO LEONARDI

prete e scrittore

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