Opinioni

Più che soldati servono relazioni

PAOLO HUTTER

Negli ultimi giorni ha rifatto il giro dei media un presunto problema di sicurezza a Milano, e segnatamente nella zona di via Padova a partire dall'omicidio di un 37enne dominicano e da successive dichiarazioni del Sindaco sulla opportunità di avere dei soldati in giro per le strade. Ma oggi pomeriggio  alle 18, alla parrocchia di via Termopili  accanto a via Padova, ci sarà un incontro pubblico sul tema “Quartieri Ricicloni”, per socializzare esperienze di economia condivisa e recupero di un progetto sostenuto da Fondazione Cariplo.  Ho voluto mettere una a fianco all'altra le due notizie con intenti - da parte mia - volutamente provocatori per sostenere che non c'è nessuna emergenza sicurezza  a via Padova e che l'antidoto principale alle difficoltà di convivenza è la collaborazione. L'omicidio  avvenuto nei giorni scorsi è di quelli che in altri momenti e luoghi sarebbe apparso in poco più di un trafiletto, sotto il titolo “Tragico epilogo di una rissa tra bande rivali” o qualcosa del genere.

Non solo non c'è nessuna dimostrazione di un aumento dei reati che minacciano la sicurezza personale in via Padova o a Milano, ma i dati disponibili ci dicono il contrario. Gli ultimi dati disponibili su Milano sono quelli del 2015. Sono calati  dell'8% i reati a Milano nell'ultimo anno.  Dimezzati gli omicidi (-54,3%, da 35 a 16), calano del 9,75% i furti, segno meno per le rapine (-12,5%), diminuiscono anche le estorsioni (-9,18%) e lo stalking (-20,12%).
In aumento solo le violenze sessuali denunciate (+2,34%), le truffe informatiche (+3,43%) e maltrattamenti in famiglia (+10,7%).
Forse più che ai dati bisognerebbe guardare ai cicli dell'attenzione e al sistema mediatico (quello a cui partecipiamo anche come semplici lettori, spettatori, cliccatori...) come a un organismo che ha bisogno di nutrirsi di ansie periodiche e di ritornare ogni tanto su temi a forte carica emotiva. Nella zona multietnica di via Padova sono attive molte iniziative sociali. Tra le quali, da qualche mese, nell'ambito di “Quartieri Ricicloni” c'è  il recupero dell'ortofrutta avanzata in due mercati settimanali degli ambulanti, la loro redistribuzione a chi viene a cercare cibo e il trasporto di ciò che avanza agli Orti Condivisi dove questi rifiuti organici diventano compost. Nell'assemblea di oggi si parlerà anche dei criteri in base ai quali individuare “cittadini ricicloni” da premiare nelle prossime settimane. Più che i soldati per le strade è la costruzione di nuove relazioni di quartiere il rimedio principale per contrastare la sensazione di insicurezza.

PAOLO HUTTER
Direttore di Ecodallacitta.it

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