Fatti&Storie

Dai rifiuti ai parcheggi città ancora più smart

TORINO INNOVATIVA

TORINO Dai contatori dell'acqua in grado di misurare acidità e le perdite in tempo reale ai cassonetti che comunicano la quantità di immondizia prodotta e calcolano la tassa dei rifiuti in base al peso conferito dall’utente. E ancora: panchine e lampioni intelligenti in grado di rielaborare i dati sull’ambiente circostante.

Sono solo alcuni degli oggetti intelligenti che verranno messi a disposizione di tutti, cittadini, imprese e istituzioni, attraverso “Internet of Things”, il primo laboratorio di ricerca e innovazione Open Lab inaugurato ieri da Tim in via Reiss Romoli nell’edificio che già ospita il TiLab, il più importante centro di ricerca del colosso della telefonia.

«Con la presentazione del nuovo Open Lab Tim segna un ulteriore passo nell’evoluzione di soluzioni innovative», ha sottolineato Giovanni Ferigo, direttore technology di Tim nel corso dell’inaugurazione a cui era presente anche l'assessore regionale ai Trasporti Francesco Balocco.

Servizi open source
Il laboratorio è aperto ad aziende e sviluppatori per favorire e accelerare la crescita dei servizi IoT e delle applicazioni per la smart life e per l’industrial Internet. Presso l’Open Lab sarà, infatti, possibile sperimentare nuovi use case offerti dalla “NB-IoT”, tecnologia che garantisce una maggiore estensione di copertura radio, un più alto livello di affidabilità e sicurezza.

Le sperimentazioni
Torino si conferma ancora una volta città smart. Un primo assaggio della città del futuro si era avuto con la sperimentazione in alcune zone della città di sensori in grado di indicare in tempo reale i posteggi liberi tramite App. A settembre, poi, la trasformazione di piazza Risorgimento in versione smart: nel giardino era stata istallata una panchina in grado di rilevare dati ambientali e di riprodurre musica, mattoni di vetro calpestabili che sono in realtà dei pannelli solari. A questi vanno aggiunti i cassonetti intelligenti presenti nelle isole ecologiche di via Porte Palatine e Conte Verde.

REBECCA ANVERSA

Fatti&Storie
Amianto a scuola