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Contro i batteri invincibi arriva un nuovo antibiotico

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SALUTE Un allarme vero e proprio quello rappresentato dall’aumento di malattie infettive causate dai batteri Gram-negativi, ovvero multiresistenti agli antibiotici. In crescita, assai rapida, in tutto il mondo. In Italia le infezioni correlate all’assistenza (le cosiddette Ica) colpiscono ogni anno quasi 300 mila persone e provocano 7 mila decessi. I patogeni più resistenti e diffusi (il 70% del complesso) hanno nomi impronunciabili ma che abbiamo imparato a conoscere: Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae e Pseudomonas aeruginosa. Sono loro le cause più comuni delle infezioni intra-addominali e del tratto urinario.
«L’antibiotico-resistenza è un fenomeno pericoloso. I batteri sono attrezzati per difendersi dagli antibiotici e il contatto con i farmaci accelera il processo. Per questo le terapie devono essere aggressive, mirate, prescritte per il tempo necessario e alle dosi corrette», spiega il professor Pierluigi Viale del Policlinico bolognese Sant’Orsola-Malpighi e ordinario di Malattie Infettive all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Che fa appello a uso responsabile degli antimicrobici, di cui si abusa soprattutto all’arrivo della stagione fredda. Invece è necessario un estremo “rispetto” nel loro utilizzo perché non diventino inefficaci.
In un contesto come questo in cui si ha a che fare con agenti infettivi sempre più aggressivi è stato appena approvato un antibiotico di ultimissima generazione composto da ceftolozano, una nuova cefalosporina, e un inibitore come il tazobactam. Ha uno suo spettro d’azione molto mirato, quasi chirurgico, che permette di rendere efficace la terapia contro i batteri più resistenti nei pazienti fragili, ovvero coloro che sono ricoverati a lungo in ospedale. Arma in più per far fronte a una resistenza considerata come una grave minaccia per la salute pubblica.

 

LUISA MOSELLO

 

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