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Il “fenomeno” Blasco È solo un cane (dicono)

Libri/Marina Morpurgo

MILANO Un fenomeno generato da “un’onda internettiana” che ha coinvolto migliaia di persone. È solo un cane (dicono)” (Astoria, 99 p.,12 euro) è l’ultimo libro di Marina Morpurgo che, uscito il 18 ottobre, si avvicina alla terza ristampa. Prossimo appuntamento l’8 novembre alle 19, allo Spazio MyriamVolterra in corso Monforte 16, a Milano. 

Protagonista, Blasco, il Cão de água che è stato accanto alla scrittrice fino a pochi giorni prima della presentazione del libro. Insieme a lui, come se scorresse su un binario parallelo per coincidenze del destino, la storia della famiglia dell’autrice, costretta a scappare dall’eccidio nazista proprio a Gambassi, dove si scoprirà essere nato Blasco tanti anni dopo.

Il “cane col culotto bianco e nero” prima, e con “il culetto al titanio” dopo l’operazione per togliere un osteosarcoma, è una star di Facebook. E proprio dal social arriva a casa della Morpurgo. 

Ha trovato Blasco su Facebook e poi, sempre sul social, “la sua Euridice pelosa” - come la chiama lei  - è diventata un fenomeno...
Sì. Tutto è nato spontaneamente in relazione ai post che scrivevo sul mio profilo ancora prima che Blasco si ammalasse. Ho cominciato a dargli voce raccontando il suo punto di vista. Poi con la malattia questi post hanno preso una china diversa e si è creata un’onda internettiana che lottava con lui.

Nel libro ci sono anche momenti in cui parla Blasco...
Ho scelto tre o quattro episodi e li ho rielaborati ma si tratta di una piccola parte.

C’è un episodio in cui Blasco, tripede, scatena un attacco isterico di una signora in farmacia per le sue condizioni..
Purtroppo c’è il rifiuto della malattia e della sofferenza fisica. Quel giorno ero andata con lui e una signora ha cominciato a urlare che avrei dovuto sopprimerlo perché in quel modo era orribile. Con le persone ci si trattiene un po’ ma con un animale no.

All’inizio del libro, ha inserito un albero genealogico della sua famiglia in cui ci sono anche il suo primo cane, Tova, e Blasco.
Quando un cane entra in casa diventa della famiglia. Per questo quando muoiono si soffre così tanto. La Tova è morta negli anni ‘80 e io ho preso un altro cane solo quando ho incontrato Blasco. Ho un pessimo rapporto con la morte e con la perdita.

Un rapporto che è cambiato adesso?
È migliorato grazie a Blasco. Sto già pensando di prendere un altro cane. Non so se prima l’avrei fatto. 

PATRIZIA PERTUSO

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