Mobilità

Nel futuro di Fnm anche la gomma

Trasporti

TRASPORTI Roberto Maroni non chiude la porta a Ferrovie dello Stato, che mira a salire nella quota detenuta in Trenord (al momento il 50% di Ferrovie Nord Milano, controllata dalla Regione Lombardia; 50% di Trenitalia). «No dico di no a priori, se Ferrovie dicesse di fare un investimento nelle infrastrutture, perché no?» E l’integrazione con Atm? Se ne parla da anni e anche lì la discussione è aperta: «Sala mi sembra disponibile». Su entrambi i temi è stato affidato il mandato esplorativo al presidente di Fnm Gibelli che almeno sulla questione Trenord dovrebbe concretizzarsi a novembre. Dichiarazioni a margine della presentazione del piano strategico 2016-2020 di Fnm che da ieri non vuol più dire Ferrovie Nord Milano ma Finanziaria del Nord per la mobilità. A sottolineare che a parte l’auto privata, “unico nemico” , Fnm intende puntare su tutti i mezzi di trasporto integrati: treni, gomma, car sharing, bici, diventando un player a 360 gradi.
 Il piano si basa  su quattro pilastri: sviluppo del trasporto passeggeri anche con il rilancio del car sharing elettrico, rinnovo della flotta di Trenord, potenziamento del trasporto merci su ferro dai porti della Liguria e realizzazione e o gestione di infrastrutture di trasporto, compreso l'ingresso nel settore aeroportuale.
  Critico Dario Balotta di Legambiente: «Prima di ogni altra fusione societaria, dopo quella fallimentare tra Fnm e FS, (alti costi e nessuna economia di scala) va liberalizzato il mercato dei trasporti regionali. L'ipotesi di una partnership con Atm avrebbe il sapore di un'ulteriore concentrazione monopolistica sul mercato regionale del trasporto passeggeri.  I servizi di trasporto vanno tolti da gestioni clientelari e consociative e va creata un'autority dei trasporti metropolitania che integri l'offerta di servizi, orari e tariffe per agevolare l'accesso alla rete». METRO

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