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Il sistema-Francia Un modello da importare

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FAMIGLIA. «Per fare un figlio ci vuole un compagno, e non uno qualunque, ma quello giusto. A 23 anni non tutte hanno una relazione e un lavoro stabili. Se guadagni 800 euro al mese, come fai?» si chiede Silvia Bellussi. Commercialista fiscalista e mamma di due bambini di 4 e 1 anno, vive a Roma. «Io e mio marito vorremo fare il terzo, sogniamo una famiglia numerosa, ma credo che lo Stato dovrebbe fare di più, campagne come il Fertility Day sono solo dannose, non danno nulla alle coppie che vorrebbero fare un bambino» riflette. «Da commercialista e mamma credo che dovrebbero esserci degli aiuti economici. Per esempio potremmo importare dalla Francia il sistema del pagamento dell’Irpef. Pensiamo ad un nucleo di 4 persone: potrebbe esserci un abbattimento di questa tassa se venisse divisa per il numero dei componenti della famiglia e non calcolata sullo stipendio del lavoratore». Elisa Loche, 38 anni un figlio di 5 e uno di 9, è una sceneggiatrice e vive a Parigi. Sul “sistema Francia” non ha dubbi: «Il welfare familiare qui c’è, e le cose sono più semplice, il che torna meglio a tutti i membri della famiglia». La sua famiglia ha avuto un assegno di 800 euro alla nascita del primo bambino poi «gli aiuti dello stato per tutti i “modes de garde” dei piccoli sono vari: c’è un aiuto che varia a seconda delle fasce di reddito (e che è integrato nel costo mensile del nido), detrazioni fiscali per il nido e l’assistante maternelle, credito d’imposta per le tate a domicilio». In Francia, poi, esiste in più un assegno familiare per tutte le famiglie con almeno due bambini a carico. Zapata Schaffeld, ha 30 anni e un figlio di 1 anno. A Parigi lavora come direttore commerciale. È assunta a tempo indeterminato e ha un contratto full time. «Mio marito è molto coinvolto nella gestione del bambino, lo cambia, gli prepara e gli da il latte, gli fa il bagnetto, lo va a prendere a scuola». Per Zapata è “naturale” dividersi i compiti di gestione casa e famiglia con il partner. Ma secondo lei «non c'era abbastanza spazio nei nidi e il costo di una tata è molto alto». 

Francesca Guinand

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