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Nobel per la letteratura alla poesia di Bob Dylan

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STOCCOLMA «Ha creato una nuova espressione poetica nell’ambito della grande tradizione della musica americana». Questa la motivazione del premio Nobel 2016 per la letteratura assegnato a Bob Dylan, considerato a livello globale come il più grande artista dell’ultimo secolo, quello più eclettico, completo, una figura insomma decisiva nello sviluppo della cultura americana per i suoi messaggi pacifisti e in sostegno della causa dei diritti umani. Di origini ebraiche, classe 1941, nato nel Minnesota, Bob ha segnato la storia degli ultimi cinquant’anni ponendosi dapprima come figura chiave del “movement”, il filone per il “cambiamento sociale” americano, che si sviluppò negli anni Sessanta come forma di controcultura del tempo.

Canzoni che hanno fatto storia

Le sue canzoni di protesta hanno fatto la storia e hanno alimentato tra i giovani la passione della lotta per i diritti civili e contro ogni forma di violenza, dalle armi nucleari a forme di razzismo e condizioni di povertà e di schiavitù. In un momento storico concitato, Dylan inventò di fatto la figura del cantautore contemporaneo, cimentandosi in tutti i generi musicali, a cominciare dal folk rock, al blues rock, al rock and roll al country rock. La sua influenza è stata enorme: nel 1961 divenne finalmente una star e nel 1962 gli offrì un contratto la storica Columbia Records. Alcune sue canzoni sono diventate veri e propri inni generazionali, come “The Times they are a-changin” - cantata anche in un duetto assieme all’attivista Joan Baez - per sottolineare l’impegno dei diritti civili. Così pure “Like a Rolling Stone”, del 1965, è considerata una delle canzoni più influenti della storia della musica moderna. Successivamente, Dylan concentrò il suo approccio sulla ricerca poetica, e meno sull'impegno e sulla protesta politica, arrivando ad abbracciare nel 1966 una controversa conversione spirituale.

Americani in attesa del premio da 23 anni

Bob Dylan era già stato candidato al Nobel nel 1996, mentre erano 23 anni che l’Accademia Reale Svedese non premiava un autore statunitense. Ma al pantheon della letteratura Usa i giurati di Stoccolma hanno preferito il “menestrello del rock”. Reazioni contrastanti in Italia. «Dylan è il più grande scrittore di canzoni di tutti i tempi», ha commentato Francesco De Gregori: «Il Nobel è il riconoscimento che le canzoni fanno parte a pieno titolo della letteratura e possono raccontare, alla pari di scrittura, cinema e teatro, il mondo e le storie degli uomini». «Premiare Bob Dylan con il Nobel per la letteratura - ha invece detto Alessandro Baricco - è come dare un Grammy awards a Javier Marias perchè c’è musicalità nella sua narrativa».

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