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Medici legali di successo dalla carta alla fiction tv

Libri/Alessia gazzola

INTERVISTA Alice Allevi è tornata. Il medico legale più famoso d’Italia (ora anche fiction su Rai 1, “L’allieva” con protagonista Alessandra Mastronardi) nel sesto libro della serie scritta da Alessia Gazzola (classe 1982, lei stessa medico legale, adesso part time) deve indagare sulla morte misteriosa di uno psichiatra. “Un po’ di follia in primavera” (Longanesi, p. 298, euro 16,90) ci catapulta di nuovo nel mondo di Alice, protagonista di un riuscito mix tra il thriller e il rosa, una Miss Marple contemporanea con una spruzzatina di Pedra Delicado, la detective dei romanzi di Alicia Gimenez Bartlett. Storie, le sue,  dove mentre si indaga per raggiungere la verità sulla morte di qualcuno si fa anche un’analisi delle relazioni umane.

Al centro del nuovo libro c’è la morte di uno psichiatra. Come mai?
È facile empatizzare per un medico con i malati terminali, più difficile con i folli. Mi interessava indagare questo aspetto. E anche la botta di follia che investe Alice.

In questi cinque anni come è cresciuta Alice?
Alice non è esattamente il mio alter ego ma sono cambiata io e quindi è cambiato anche il personaggio. Ha maturato molte esperienze di lavoro, con l’altro sesso e non ha più l’allegria dei primi romanzi.  

È cambiata anche rispetto alla materia di cui si occupa, la medicina legale?
Io davanti a un cadavere mi domando sempre: cosa aveva fatto quest’uomo stamattina prima di uscire di casa? Ma se nel primo romanzo Alice è una novellina, adesso si sta specializzando. Quando devi sezionare un cadavere tutti i giorni, non ti danno più la stessa situazione di tristezza. Scatta un meccanismo di difesa.

I libri e le fiction con tematica medico legale sono in voga. Cosa attrae il pubblico?
Credo la voglia di allontanare l’argomento, per autoconvincersi che sono cose lontane da noi che non ci possono succedere.

Alice, un po’ imbranata, emotivamente insicura in amore: che eroina è?
È contemporanea. È una che cerca l’happy end con se stessa. Prima che con un altro. ANTONELLA FIORI
@aflowerinlife

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