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Tutto il bene possibile del buon prezzemolo

Federico Ferrero/Medico nutrizionista

Caro dott. Ferrero, può darmi una parola definitiva sulle proprietà del prezzemolo? Può essere tossico?, Benedetta

Cara Benedetta, questa rigogliosa pianta aromatica, perenne se selvatica, biennale se coltivata, dona un fresco aroma a qualsiasi cibo, se aggiunta cruda. Cotta invece risulta meno piacevole e più indigesta. Ben lo sanno le matrone mediorientali, che ne raccolgono le cime più piccole per affettarle finemente in insalata. Meglio ancora sarebbe strappare le foglie, per non ossidarle, e disporle sui piatti in piccolissimi ciuffi ben asciugati. Definire quindi cancerogena una pianta che è utilizzata in tutto il bacino del Mediterraneo da oltre cinquemila anni, lo trovo davvero un esercizio di webidiozia. Il prezzemolo era invece utilizzato, fin dal tempo dei Romani, come decongestionante e diuretico. Ma anche come abortivo, perché contiene una sostanza che, se concentrata tramite decotto, partendo da grandissime quantità di foglie, provoca contrazioni della muscolatura liscia, come quella dell’utero.
La tossicità del prezzemolo, di cui spesso si parla, invece è più supposta che descritta in letteratura, perché i volumi che se ne dovrebbero ingerire sarebbero davvero molto elevati. È più probabile invece che alcuni avvelenamenti fossero da riferirsi allo scambio con altre analoghe erbe ombrelliformi, come la cicuta, che è notoriamente pericolosa. I semi del prezzemolo sono invece considerati ottimi come “digestivi” nel senso che aiutano la propulsione lungo tutto l’apparato gastroenterico, come avviene ad esempio con gli analoghi semi di cumino. Non si spaventi e continui a utilizzarlo in cucina senza esagerare, per motivi di sapore però, non certo di salute.

www.federicofrancescoferrero.com

 

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