Salute

Le start up innovative per la salute del cuore

SALUTE A CONVEGNO

Un lavoro che sta a cuore. Come il nostro principale organo vitale al quale sono dedicate le start up di giovani che hanno deciso di “pompare” a pieno ritmo le loro idee e le loro iniziative. Finalizzate al benessere cardiovascolare al centro della Giornata Mondiale del Cuore celebrata qualche giorno fa e alla quale Sanofi ha dedicato un’edizione speciale di #MeetSanofi (“Incontri ravvicinati sul futuro della salute”).

Presentando alcuni artefici dell’innovazione applicata alla cardiologia: un gruppo di giovanissime menti – media 25-30 anni - che ha messo brillantemente in pratica l’eccellenza della creatività e della sperimentazione made in Italy. Come Nicolò Briante che ha creato “D-Hearth”, il primo elettrocardiografo portatile piccolo come uno jo-jo  collegabile a smartphone e tablet. O Guido Magrin  e la sua “Heartwatch” l'app di monitoraggio del battito cardiaco che rileva con facilità e precisione le aritmie. E Vincenzo Telesca che attraverso “Medea” ha sviluppato soluzioni innovative in telemedicina e diagnostica domiciliare. E ancora: Francesco Faita che ha messo a punto “Quipu”  sistemi biomedicali a ultrasuoni di nuova generazione, basati su applicazioni software. Fino a Ottavio Crivaro che ha sviluppato “aXurge”, piattaforma che può fare da valido supporto nel trattamento dell'aneurisma aortico addominale. Una carrellata di idee molto concrete su cui puntare con forza i propri obiettivi professionali.

Perché il settore dell’e-health è in costante crescita e lo sono di conseguenza anche gli incubatori e gli acceleratori che si occupano di medicale. Qualche dato? Nel nostro Paese le start up che si muovono nel raggio salute sono 312. A livello internazionale, secondo Startup Health Insight, nel 2015 gli investimenti sono stati 480 con 600 investitori attivi e 5,8 miliardi di dollari come volume di finanziamenti. Di questi, 480 milioni riguardano i dispositivi.

Luisa Mosello  

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