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Una giusta dieta per i calcoli renali

Federico Francesco Ferrero

Caro dott. Ferrero, mi è stato riscontrato un piccolissimo calcolo renale e mi hanno consegnato una lista di cibi totalmente vietati: bieta, spinaci, barbabietola, sedano, cavolfiore, carote, fagiolini, cicoria, cetrioli, cipolle, melanzane, patate, peperoni, pomodori. Possibile che il calcolo mi sia venuto perché ho iniziato a mangiare più verdura? Lettera firmata
 

Rispondere a questa lettera di un lettore, che è stato anche un mio paziente, che ha perso parecchi chili, corretto il proprio stile di vita e modificato  la propria aspettativa di salute, mi dà l’occasione di notare come, a volte, alcuni colleghi prescrivano, con leggerezza, delle modificazioni drammatiche delle abitudini alimentari, che non hanno evidenze di benefici. Il ruolo della dieta nella formazione dei calcoli renali, è molto limitato rispetto ad una più grande e complessa sequela di condizioni predisponenti.

Non si registrano infatti epidemie, ma casi isolati, in comunità come le scuole o le caserme, dove tutti ricevono lo stesso cibo. Inoltre l’apporto di ossalato, il sale incriminato, tramite i cibi che ne sono più ricchi, è inferiore al 20%, mentre il resto deriva da processi metabolici. L’obesità, il consumo smodato di carne rossa, la sedentarietà e l’eccesso di sale possono invece favorire la calcolosi renale. Trasformare la propria dieta in pane, salumi e pasta, non sarebbe una trovata geniale, perché condizione legata alla formazione dei calcoli è la predisposizione individuale. Sono note anche delle familiarità.

Per questo è sconsigliato infliggere ai pazienti un regime alimentare che riduca frutta e verdura, perché gli effetti negativi sono infinitamente superiori agli effetti protettivi, e i vegetali apportano notevoli quantità di liquidi, che sono una delle poche reali possibilità di prevenire la calcolosi. 

FEDERICO FRANCESCO FERRERO
Medico Nutrizionista

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