Scuola

Task force per il classico “falange” difende la traduzione

Il “caso” Liceo Classico

PETIZIONI Come sta di salute del classico? «L’andazzo è al ribasso, la richiesta è sempre inferiore. Si tende a offrire agli studenti la strada più facile (e ingannevole). Ma resistere è possibile». Così, a Metro, Renata Guerra, docente di latino e greco al “Galileo” di Firenze, tra i promotori di una petizione online che, da giugno, è giunta ad oltre 8 mila firme. È taskforceperilclassico.it. Tutte le firme (non solo di nomi famosi come Canfora, Cantarella, Settis ma anche di tanti anonimi ex studenti di tutte le professioni) saranno portate a breve al presidente della Repubblica Mattarella e alla ministra dell’Istruzione Giannini. Per difendere il classico dai tentativi di “impoverimento”. Quali? Ancora la Guerra: «Al convegno al Politecnico di Milano sul classico, ambienti accademici e ministeriali hanno sostenuto l’inutilità di un insegnamento giudicato polveroso. E ciò in nome di un approccio ampio ma meno puntuale alla cultura antica. Il classico è sotto attacco. C’è un proposito di svecchiamento all’insegna del nuovo che deve avanzare». Il riferimento polemico è soprattutto al temuto ridimensionamento della “centralità” della traduzione. Prosegue la professoressa: «Il classico ha fama di essere scuola dura soprattutto per il lavoro di traduzione. Ma sul piano logico, metodologico e dello stimolo al pensiero critico la traduzione è fondamentale».

SERGIO RIZZA
sergio.rizza@metroitaly.it
Twitter: @sergiorizza

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