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Passione e dedizione così si coltivano i sogni

Libri/Alberto Mantovani

INTERVISTA Come coltivare i nostri sogni? Ci sono delle regole da seguire perché quello che desideriamo si possa davvero realizzare? “Non avere paura di sognare” si intitola il libro del professor Alberto Mantovani, docente di Humanits University e direttore scientifico di Humanitas (Nave di Teseo, p.184 euro 16). Un saggio nato come decalogo per aspiranti scienziati, che vale per tutti i ragazzi. Dalla passione al rispetto, dalla creatività all’ apertura agli altri, il nostro ricercatore italiano più citato all’estero, ci regala un vademecum di regole che sono degli straordinari insegnamenti di vita.

La regola principale per coltivare i propri sogni?
Avere passione per quel che si fa. Questo non riguarda solo il mio mestiere ma qualunque attività: bisogna sempre avere il coraggio di vivere fino in fondo le proprie passioni. Anche a costo di lavorare, come capita a me, dalle 8 di mattina a tarda sera.

Perché è importante creare ponti di pace?  
Oggi si parla tanto di Brexit. A tutti i ragazzi vorrei ricordare che cos’era l’Europa prima che ci fosse l’Unione Europea. Fino al 1989 Berlino era divisa in due. Ora ci sembra tutto normale ma dobbiamo ricordarci che per coltivare i nostri sogni bisogna lavorare per conservarli.

Quanto è conta l’umiltà?
Che cosa succede quando arriviamo vicini al nostro obiettivo? Potremmo diventare presuntuosi. E invece i nostri sogni si coltivano con il “concime” della modestia.

Lei consiglia di imparare dagli altri.
Come scienziato, non avrei potuto raggiungere certi risultati, senza aver ascoltato i pazienti. Noi, ricercatori e medici, abbiamo la tendenza a sovrapporre ai pazienti le nostre teorie. I pazienti invece sono lì a ricordarci tutti i problemi che non abbiamo risolto.

Perché bisogna anche accettare il giudizio degli altri?
La critica deve essere uno stimolo, anche perché spesso contiene  degli elementi di correttezza.

La regola fondamentale per coltivare i propri sogni?
Avere l’ambizione di cambiare il mondo. Sennò coltivarlo può diventare sterile.
ANTONELLA FIORI
@aflowerinlife

 

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