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L’agricoltore-tech passato dalla città al campo di mais

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Da una società internazionale di consulenza ad un campo di mais spinato, quello della Val Gandino, una tipologia bergamasca apprezzata e protetta, inserita nel registro nazionale delle varietà da conservazione (addirittura le sementi sono conservate nel deposito mondiale in Norvegia, a 1200 chilometri dal Polo Nord).

“Il vecchio lavoro? Non mi manca affatto. Oggi passo le ore nel mio laboratorio specializzato o sui campi”, racconta Adriano Galizzi, 27enne di Bergamo, laureato in ingegneria al Politecnico di Milano. Adriano ha avviato la sua attività agricola a Leffe, nella zona delle Prealpi Orobiche, area dedita alle coltivazioni tipiche di montagna. Adriano è partito da zero, prendendo in affitto un ettaro di terreno. “Di giorno lavoravo come dipendente e la sera raccoglievo il mais”, ricorda. Oggi produce gallette di mais e farina per polente, ma anche grissini e biscotti. E gestisce anche quattromila chili di prodotto, con un fatturato che cresce a tripla cifra grazie all’e-commerce su Agrigal.com. “Abbiamo accorciato la filiera, siamo tra i pochi in Italia a dare l’opportunità ai consumatori di scoprire e acquistare un prodotto della tradizionale locale italiana. Le nostre gallette sono a chicco intero, partendo dal mais degerminato, decorticato e spezzato in parti uguali”. E gli ordini si moltiplicano anche dall’estero.

Giampaolo Colletti

@gpcolletti

 

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