Opinioni

Il carrozzone scuola sopravviverà a tutto

TONY SACCUCCI

ROMA. Il carrozzone va avanti da sé, con le regine, i suoi fanti, i suoi re. M’è venuto in mente questo incipit di una vecchia canzone (1979) di Renato Zero per l’inizio di questo anno scolastico. Il carrozzone, ovviamente, è la scuola. La scuola intesa come istituzione. Per i fanti, i re e le regine, poi, ognuno esca dalla metafora come meglio crede. La sensazione (che ho) è che la scuola possa andare avanti da sola. A fronte di una riforma che non ha risolto i problemi e nemmeno la supplentite, il carrozzone procede. Come fosse animato di vita propria. Ognuno, nelle questioni essenziali, sa quello che deve fare. Quasi d’istinto. Perché l’essenza della Scuola sta nel rapporto didattico, la relazione docente-discente. È una questione archetipica che la legge positiva (nel senso di voluta dagli uomini) può migliorare o peggiorare ma che non può abrogare. Laddove c’è qualcuno che spiega una cosa e qualcun altro disposto ad ascoltare, proprio in quel luogo non-fisico, c’è la scuola. La scuola pure senza i muri. Peripatetici nel midollo, studenti e docenti.

Ogni buon insegnante sa che potrebbe insegnare su una spiaggia, in un bosco, al sole, al freddo, in discoteca, in macchina. E ogni buon insegnante sa che non potrebbe insegnare in un’aula colma di studenti impermeabili. Ma gli studenti sono giovani, animi curiosi, senza pregiudizi, aperti all’ascolto. Dunque, permeabili per definizione.

Il carrozzone tira avanti anche quest’anno, come  tirerà avanti in futuro. Vedo negli occhi di molti colleghi tanta stanchezza, amarezza. Per una reputazione sociale e una condizione economica che non accennano a migliorare. Eppure, tutti hanno ripreso il lavoro in classe. Un lavoro potente, una trasmissione di spirito più forte di qualsiasi colpo basso. Energia umana che si muove, che muove il mondo. La scuola sopravviverà a tutto e a tutti. Perché in quel rapporto tra Uomini, tra persone mature/vecchie e bambini-e/giovani, si nutre quella cosa che chiamiamo Storia. Senza trasmissione di sapere non c’è storia. La scuola è il tramite degli uomini, il medium. E come tale ineliminabile.

Consapevoli di questo, forti di questo, partiamo, procediamo, tessiamo la storia. Imperterriti. Docenti e studenti dialetticamente interconnessi.

 

TONY SACCUCCI
insegnante e scrittore

Articoli Correlati
Opinioni