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Gli anni di Allende Un fumetto per saperne di più

Graphic Novel

Santiago del Cile, 11 settembre 1973: una data da ricordare perché cambia la storia, con una brusca virata verso anni bui, di repressioni, torture, sparizioni e ferite così profonde che ancora oggi bruciano nell’animo di un Paese che non può dimenticare. L’11 settembre 1973 il generale Augusto Pinochet guida il colpo di stato militare che mette fine al governo di Salvador Allende. Questo è anche il giorno della morte del presidente Allende, ucciso o più probabilmente morto suicida del corso della sua destituzione. Di qui in poi, sarà dittatura militare.

Ma com’era il Cile prima dell’11 settembre? Qual era il clima sociale durante gli anni del governo di Allende? Quali sono stati gli interventi di politica interna ed estera che hanno portato al colpo di Stato? Per far luce su un capitolo così complesso della storia moderna, è da poco disponibile in Italia la novella grafica “Gli anni di Allende” (16 euro) scritta da Carlos Reyes, illustrata da Rodrigo Elgueta e pubblicata dalla casa editrice italo-cilena Edicola Ediciones, una realtà giovane e già molto conosciuta guidata da Paolo Primavera.

Si tratta di un fumetto storico, un documentario per immagini: “Gli anni di Allende” è, sia dal punto di vista dei contenuti che delle immagini, frutto di una ricerca storica e iconografica minuziosa e dettagliata che si traduce nel realismo grafico e nella ricchezza dei testi. Racconta, attraverso gli occhi di John Nitsch, giornalista nordamericano inviato in Cile pochi mesi prima dell’elezione di Allende, i fattori e gli attori che caratterizzarono la via cilena al socialismo, dal suo inizio, con le elezioni del 4 settembre 1970, quando Salvador Allende ottenne il 36,6% dei voti che lo portarono a diventare Presidente della Repubblica, alla sua tragica fine.

A fare da cornice, un contesto culturale animato dalla musica popolare di Victor Jara, dal cinema di Raúl Ruiz, dall’arte di strada della Brigada Ramona Parra fino alle celebrazioni per il Nobel a Pablo Neruda, il figlio d’operaio che nella fredda Stoccolma del 1971 strinse la mano di un Re.

 

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