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Maternità, ovociti congelati a bimba malata

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FAMIGLIA. È una bambina di 2 anni la più giovane paziente al mondo a beneficiare del congelamento degli ovociti. Il caso da record sarà illustrato in occasione del congresso  della European Society of Human Reproduction and Embryology (Eshre) in corso a Helsinki, da un team della Oxford University. L’intervento  “straordinario” è stato applicato su una bambina piccolissima affetta da tumore: in questo modo i medici sperano che potrà diventare madre anche dopo le cure anticancro.

Non è la prima volta che gli esperti prelevano tessuto ovocitario (o testicolare) da pazienti in età infantile, per poi metterlo in incubazione e farlo maturare in laboratorio, finché non si formano ovociti o spermatozoi in grado di essere congelati. Ma la  straordinarietà di questo intervento è la precocissima età della paziente e il fatto che la tecnica è stata completata con successo,  anche se ci vorranno anni prima che possa essere impiegata in maniera standard su tutti i piccoli malati.

   Tim Child, che ha guidato l’esperimento che ha coinvolto 15 giovanissime dai 2 ai 15 anni, evidenzia: «I trattamenti contro i tumori oggi hanno un grande successo, ma i farmaci compromettono completamente le ovaie. Questo studio dà speranza di poter conservare la fertilità in futuro anche a bimbe piccolissime colpite dalla malattia».

I figli della provetta in Italia

Sono quasi 13 mila i “figli della provetta” nati in Italia nel 2014. E le aspiranti mamme sono sempre più grandi, “over 40” in circa un caso su 3. Il totale dei nati vivi con tutte le tecniche di fecondazione assistita è di 12.658 bimbi, il 2,5% dei nati in Italia nel 2014. La percentuale di gravidanze per ciclo resta stabile: è del 10,0% per l’inseminazione semplice e del 19,4% per le tecniche a fresco di II e III livello. Costanti le gravidanze gemellari, mentre i parti trigemini sono l'1,2%, il doppio della media europea (del 0,6%). E’ quanto emerge dalla Relazione annuale sullo stato di attuazione della legge 40 in  materia di procreazione medicalmente assistita (Pma), che il ministero della Salute ha da poco trasmesso al Parlamento. Il quadro che emerge nel 2014 conferma la tendenza secondo cui la  gran parte dei trattamenti viene effettuata nei centri pubblici e privati convenzionati. 
Spicca un andamento differente fra tecniche di  inseminazione semplice - per le quali diminuiscono coppie, cicli di trattamento, gravidanze e nati - e tecniche di fecondazione di II e III livello, per le quali invece aumentano. Continua infine a salire l’età delle  donne che accedono alla Pma (36,7 anni) come pure la percentuale di donne che vi arrivano dopo i 40 anni: il 32,9%.

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