Famiglia

Due minori su tre nel tempo libero restano a casa

Famiglie/stili di vita

 FAMIGLIA. Per il loro quartiere sognano  piscine, piste ciclabili e spazi dove poter andare sui pattini o con lo skateboard. Ma nella vita reale quasi 2 su 3 trascorrono in casa il
tempo libero. È la vita dei ragazzi  e dei bambini di città. A fotografare i loro stili di vita l’indagine “Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi” realizzata da Ipsos per Save The Children e presentata in occasione dei 5 anni del progetto “Pronti, partenza via!” promosso nelle aree periferiche di 14 città italiane a favore della pratica motoria e sportiva e dell’educazione alimentare dei più piccoli.

Sedentarietà dilagante

Dalla ricerca emerge che oltre un quinto dei bambini (23%) in Italia non svolge regolarmente attività motorie nel tempo libero e circa un minore su dieci non le pratica neppure in ambito scolastico (11%) per mancanza di spazi attrezzati o perché non previste nel programma scolastico. Ma quali sono le cause? Un numero crescente di genitori lo imputa alla mancanza di strutture vicino a casa (15%) o all’impossibilità di  accompagnare i ragazzini (12%). Due ragazzi su tre trascorrono il proprio tempo libero al chiuso, in casa, propria o di amici. Un ragazzo su cinque passa da una a due ore al giorno giocando con i videogame. Tra i genitori dei ragazzi che stanno a casa, uno su tre lo attribuisce alla mancanza di spazi all’aperto vicino a casa dove incontrare gli amici. Il 63% di loro cammina al massimo mezz'ora al giorno.  Solo il 14% di loro gioca o svolge attività all’aperto tutti i giorni e il 50% lo fa con frequenza settimanale. Eppure le attività motorie o ludiche all’aperto sono molto importanti per la socializzazione dei ragazzi: 9 su 10 dichiarano di aver sviluppato nuove amicizie proprio svolgendo queste attività. 

Il tempo con le famiglie

Il tempo libero dei ragazzi e delle famiglie: più tempo davanti ai videogame che con i genitori, cena in famiglia ma spesso col televisore acceso. Fortemente limitato il tempo libero che i figli trascorrono con i propri genitori al di là dei pasti e senza guardare la tv: per il 36% dei ragazzi è meno di un’ora al giorno durante i giorni feriali (il dato in Puglia balza al 48%). Se il 12% dei bambini e ragazzi in Italia pranza abitualmente a casa solo (il 27% dei ragazzi pugliesi, seguiti dal 19% di quelli di Ancona), la cena rimane un forte momento di aggregazione: l’84% dei ragazzi intervistati dichiara di consumare il pasto serale in famiglia. Ma nel 38% dei casi la TV è ospite d’onore a tavola (il dato si abbassa al 26% a Milano e 34% ad Ancona) e, secondo quanto dichiarato dai ragazzi, nel 52% dei casi ai genitori va bene così, nel 41% dei casi borbottano ma si rassegnano, mentre un residuo 7% guarda la TV a pranzo o a cena quando i genitori non sono presenti.

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