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De André: Canto mio padre e lo sento ancora con me

CRISTIANO DE ANDRÈ

ROMA Approda all’Auditorium stasera (ore 21) il terzo capitolo del tour De André canta De André. Cristiano omaggia il padre a 50 anni dall’uscita del primo disco (Tutto Fabrizio De André) che conteneva pezzi indimenticabili come La guerra di Piero, Via del Campo e Amore che vieni, amore che vai.

Cristiano, che concerto sarà?
Su una scenografia, opera di un’amica pittrice, con luci greche, la scaletta attingerà alle emozioni che voglio trasmettere, al bisogno che ho di portare i valori della poesia e della bellezza in un momento così magro. Con me sul palco: Osvaldo di Dio, Davide Pezzin e Davide Devito, con la collaborazione di Max Marcolini per gli arrangiamenti.

Difficile scegliere nel vasto repertorio di Fabrizio...
Sì, ma prendere, di volta in volta, alcune sue opere è un modo per farlo arrivare a chi non ascolta la canzone d’autore: ho visto ragazzi di 15-16 anni ai miei concerti, giovani che non lo conoscevano prima.

Cosa prova mentre canta le canzoni di suo padre che lei ha riarrangiato ad hoc?
Mi sento vicino a lui e questo è bello!

Canzone per l’estate: è il nuovo singolo, un brano del 1974 scritto da suo padre con De Gregori. Perché lo ha scelto?
Perché stava andando persa: da quell’album sono venute furori altri brani come Amico fragile. È una canzone contro l’idea dell’omologazione: se non hai capacità di scegliere e prendere la tua vita in mano rischi di non volare mai. Quindi, la ritengo necessaria anche oggi.

Tanto rumore ha suscitato il suo libro da poco uscito per Mondadori: “La versione di C.”
Ho voluto rivelarmi nella mia nudità, raccontare la mia vita senza filtri e mettere in chiaro alcune cose che erano state travisate dagli altri che avevano una visione di me sbagliata. È stata una specie di terapia. Ho voluto raccontare personaggi della mia storia meno conosciuto, come nonno e mamma. A 53 anni mi sembrava giusto farlo per farmi conoscere un po’ meglio. Il fulcro del racconto è il perdono: tutti abbiamo avuto un capro espiatorio per le nostre vicende, ma bisogna andar avanti riconciliandosi col passato.

Questo le ha causato un po’ di problemi con sua figlia.
Mia figlia? I veri guai sono le persone che le stanno intorno e la condizionano. Io l’ho sempre incitata sino all’Isola dei Famosi... Non capisco il suo bisogno di mettersi contro mio padre: le cose che dice sono da imputare ad altre persone. Il mio libro è una risposta anche a questo.

“Le Nuvole” dice una poesia di Faber, ”vanno e vengono...e magari si fermano tanti giorni/che non vedi più il sole e le stelle”. Com’è il cielo di Cristiano ora?
Tra nuvole e schiarite, ma c’è più sole!

 

ORIETTA CICCHINELLI

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