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Sotto una vita tranquilla cova un vulcano

Libri/Manuela Stefani

ROMANZO Agli occhi di tutti la vita di Victoria, geologa americana, è completa: è una donna bella, ha una solida formazione scientifica grazie alla quale insegna all’Università, è amata dall’adorabile compagno, vive in una casa con vista lago, ha una vita sociale e degli affetti. Tuttavia la sua inquietudine è palpabile fin dalle prime pagine del nuovo appassionante romanzo di Manuela Stefani, “Cenere di mandorlo” (Mondadori, p. 245, euro 17,50), ambientato nella caliente Sicilia, tra vulcani veri e passioni ritrovate. 

Che cosa manca a Victoria? Quali sono i suoi rimpianti?
L’irrequietezza può non avere ragioni concrete. Victoria non comprende fino in fondo che cosa si nasconda sotto la sua aspirazione a un altrove. Le occorrerà del tempo, tutto il romanzo, per arrivare al nocciolo e fare i passi necessari per trasformare da “inconcludente scontentezza” in “forza motrice” del suo futuro.

Che possibilità abbiamo tutti di avere una seconda chance? E’ possibile anche a 50-60 anni?
Imparare a guardare lucidamente la propria vita, senza mentire a se stessi, è il primo, lunghissimo passo per “prendere le misure” e affrontare, un passo alla volta, anche le rivoluzioni più impegnative. Se non lo facciamo, e restiamo “incastrati” in una vita che non amiamo, ne faremo pagare il prezzo ad altri. Per questo non esiste secondo me un limite di età per aspirare alla “realizzazione” di se stessi. Ogni giorno è giusto e legittimo, anche l’ultimo.

Una  geologa americana presa dal fascino del Sud Italia. Come mai questa scelta?
Le sue antenate sono nate in Sicilia, che fa parte del suo corredo genetico. Inoltre in Sicilia c’è l’Etna, vulcano che diventa la metafora della sua personalità: l’eruzione coincide con la fase più “esplosiva” della sua ricerca interiore.

Come fa a conciliare l’attività di giornalista e quella di scrittrice?
Ho un lavoro che occupa moltissime ore della mia giornata. Quindi le ore riservate alla scrittura creativa sono quelle dei fine-settimana, delle vacanze, dei viaggi in metropolitana. Scrivo quando posso, non quando ho la cosiddetta “ispirazione”: per la maggior parte degli autori la scrittura è soprattutto disciplina.

ANTONELLA FIORI

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