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Maturità e dislessia le famiglie vigilino sui diritti

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 FAMIGLIA. Sono circa 350.000 studenti dislessici in Italia, fra il 3 e il 5% della popolazione scolastica. A spanne, in una classe di 25 bambini è probabile che questa difficoltà si manifesti in, almeno, 2 ragazzi. Il percorso scolastico per un ragazzo dislessico è spesso causa di profonda frustrazione e abitudine all’insuccesso. Le scuole non sono preparate molto spesso a far fronte a questa caratteristica e il risultato è: disamore per lo studio e profonda frustrazione. Con la maturità alle porte cresce anche l’ansia da prestazione, ed è bene ricordare alle famiglie che gli studenti dislessici hanno a disposizione gli stessi strumenti di cui hanno usufruito durante l’anno scolastico:  «All’esame, sia di maturità che per gli altri livelli di studio inferiore, vale tutto quanto stabilito nel PDP (Piano Didattico Personalizzato) durante l’anno» - spiega Alessandro Rocco, co-fondatore di W LA DISLESSIA!, progetto nato nel 2010 con l’obiettivo di creare un metodo per aiutare ragazzi e bambini con difficoltà di apprendimento. «I genitori devono quindi controllare con molta attenzione il PDP che firmano ad inizio anno, e verificare che venga rispettato. Deve essere chiaro come la stessa misura vada adottata anche durante gli esami di maturità». Ai genitori vanno date «alcune indicazioni pratiche sull’iter da seguire con la scuola - prosegue Rocco - indicando nel dettaglio quali sono le soluzioni che hanno funzionano meglio per il ragazzo (maggior tempo a disposizione, uso del PC…). È fondamentale rendere ufficiali le richieste attraverso raccomandata alla scuola. Questa lettera viene allegata al PDP del ragazzo di modo che la commissione d’esame, in particolare i commissari esterni e il presidente di commissione, abbiano a disposizione una serie di indicazioni precise su cosa fare».

Mappe e correttori

Gli studenti dislessici possono usufruire di una serie di sostegni in fase di esame. «La maggior parte delle famiglie che affianchiamo non sanno ad esempio, che, durante la prima prova, il figlio può usufruire della lettura di tutte le tracce da parte di un componente della Commissione», specifica ancora Rocco. Allo stesso modo, allo studente dislessico è consentito l’uso del pc con il correttore ortografico e nella valutazione la commissione deve tener conto del contenuto e delle capacità lessicali ed espressive, e meno della forma (lo stesso vale per le lingue straniere).

Durante la seconda e la terza prova, oltre al pc, i ragazzi dislessici hanno anche diritto a consultare mappe e riassunti e, se ne hanno bisogno, anche ad utilizzare la calcolatrice e i formulari. Infine, i quesiti per la terza prova devono essere di numero uguale a quelli del resto della classe, ma possono essere ridotti in termini di complessità, come prevede il dm 429/2000 o, in alternativa, è possibile concedere al candidato del tempo supplementare.

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