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Con canapa e bambù si “coltiva” la casa

Bioedilizia

EDILIZIA Non solo stoffa, carta, olio, medicine o biodiesel. Dalla canapa, economica e versatile, si ricavano fibre utili per l’edilizia, materiali a “km 0” e dalle ottime qualità di isolamento e resistenza. Questo vegetale, di cui l’Italia fascista fu tra i massimi produttori e che nel dopoguerra è andato declinando, conosce un nuovo interesse. A Bologna si è appena chiusa la Indica Sativa Trade. Gli organizzatori hanno fatto sapere che lo scorso anno in Italia si contavano 1.000 ettari di terreno coltivati a canapa, destinati a diventare 2.500 nel 2016. A Firenze, al convegno “Agritettura - Nutrire il cantiere”, promosso dall’Ordine degli Architetti, l’architetta Maria Laura Bisognin ha detto che «con l'entrata in vigore dal 1° ottobre 2015 del nuovo decreto sui requisiti minimi, l'impiego delle fibre in edilizia sarà sempre più conveniente». Al di là di pannelli coibentanti o fonoassorbenti, la stessa Bisognin ha potuto «brevettare un sistema costruttivo che impiega steli di canapa anche per la struttura lignea portante». Il futuro però «sta nella stampa 3D. La Wasp di Massalombarda ha realizzato una stampante 3D che estrude argilla. Costruita la Big Delta, sta realizzando la stampa di un modulo abitativo in argilla fibrorinforzata del diametro di 6 mt, alla quale ho partecipato con alcune miscele di argilla/canapulo».

C’è poi chi spinge sul bambù. L’ingegnera Francesca Parotti, sempre a Firenze, ha ricordato come sia «merito del grande architetto colombiano Simon Velez» se questo “acciaio vegetale”si è trasformato «da materiale “povero per i poveri” ad anima di incredibili strutture».
Una recente campagna per il bambù è stata lanciata dal Consorzio Bambù Italia (vedi su www.onlymoso.it).

FUNGHI IGNIFUGHI
Dopo il 5, torna giovedì 26 maggio, a Firenze, il convegno “Agritettura - Nutrire il cantiere”. Gli argomenti? Biomateriali (con Daniela Ducato), Design di biomassa, certificazioni, riuso di scarti vegetali o alimentari per realizzare materiali per l’edilizia o l’architettura. Perfino pannelli ignifughi ricavati dai funghi.

SERGIO RIZZA
Twitter: @sergiorizza

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