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Oem, tecnologia per l’auto autonoma

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TECNOLOGIE. Gli OEM (original equipment manufacturer) stanno puntando sull’autonomous driving essenzialmente, perché la funzione dell’auto sta cambiando: se fino a oggi l’auto era uno status symbol, da qualche tempo si percepisce come estensione del proprio ambiente familiare o lavorativo. Auto come ufficio o studio di casa. I consumatori vogliono che in auto si possa lavorare, studiare o guardare la propria serie preferita, mentre si è incolonnati in tangenziale di ritorno da una giornata lavorativa. Questo cambiamento di percezione ha fatto pensare gli OEM. Il sempre più crescente livello tecnologico con cui si lavora al giorno d’oggi sta favorendo la nascita di soluzioni propedeutiche a mettere su strada un’auto indipendente della quale ci si possa fidare al 100%. Ovviamente si è partiti dall’equipaggiare le auto con sistemi di assistenza alla guida più avanzati: sistemi di avvertimento di superamento della corsia, la frenata automatica di emergenza. Da qui si è passati al cercare di unire l’intelligenza artificiale ai sensori. Risultato: i primi prototipi di auto autonome, cosiddette di Livello 3. In queste auto, che saranno commercializzate dal 2018, la guida autonoma interviene solo in determinate condizioni di traffico. Il guidatore però deve intervenire quando richiesto dal sistema. Un esempio? Il sistema Audi Autopilot. 
Le previsioni dicono che la vera auto autonoma, di Livello 5 per intenderci, nella quale non c’è bisogno dell’intervento umano sarà sul mercato entro il 2030. Le nostre stime parlano di una penetrazione delle auto di Livello 4-5 del 15% entro il 2030, quasi 2 milioni e mezzo di auto. 

Paolo Martino (senior consultant Frost & Sullivan)

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