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La smart home non sfonda Ma alle italiane piacerebbe

Roma/Smart home

ROMA Un campione di 2.500 consumatori, sondato tra agosto e dicembre 2015 da Context (www.contextworld.com) tra Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia, ha permesso di stilare una classifica del gradimento e della conoscenza in Europa della “smart home”.

L’Italia non svetta: piuttosto rilevante, rispetto alla Germania, che è leader, è il disinteresse, o almeno la tiepidezza, per i prodotti della domotica.

Appena il 5,4% degli intervistati italiani ipotizza di rendere più “intelligente” la propria casa nel corso del 2016 (contro il 22,8% tedesco). E ciò perché, spesso, si ignorano i vantaggi dell’hi-tech.

C’è tuttavia un aspetto curioso: in Italia le donne paiono interessatissime all’argomento, tanto che nella loro totalità spenderebbero nella “casa intelligente” tutti e 5.000 gli euro di un ipotetico budget.

Per il resto, è la cucina il locale della casa che gli italiani vorrebbero meglio attrezzato (61,2%), forse anche perché per il 55% del campione il timore maggiore è dimenticarsi qualche utenza accesa (gas o forno). Alla domanda: “Quanto è disposto a spendere nei prossimi 12 mesi?”, il 34% del campione italiano ha risposto appena “fino a 150 euro”. 

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