Libri

Un noir velato d'ironia all'ombra del Cupolone

NOIR

LIBRI C’è un morto eccellente sulla strada dei due giornalisti Leo Malinverno e Viola Ornaghi: è un potente costruttore pronto a scalare la politica romana. Ed è da qui che per i due inizierà una  incredibile parabola fatta di continui pericoli e feroci colpi di scena. È “l’inganno dell’Ippocastano”, primo romanzo di Mariano Sabatini.

Un omicidio e due giornalisti che si buttano sul caso: lei ha scritto molti saggi, ma questa è la prima prova narrativa. Come è nata l'idea?
È stata una lunga marcia di avvicinamento, dovevo convincermi di essere in grado di saper scrivere un romanzo. Ma la tentazione era troppo forte perché penso che i romanzi siano uno dei piaceri più grandi della vita, meglio ancora se noir, e di qualità. Poiché ricevo tante email di complimenti, forse ce l’ho fatta.
Da una parte il noir, dall'altro lo stile sornione ed ammiccante del protagonista, Leo Malinverno, a cui ci si affeziona dopo due pagine: come mai la scelta del doppio registro narrativo?
La sfida era creare una figura di giornalista investigativo di valore, un professionista onesto e impavido. Alla ricerca della verità sull’omicidio di Ascanio Restelli, il famigerato palazzinaro che stava per candidarsi al ruolo di sindaco di Roma. La sornioneria di Malinverno la considero un valore aggiunto, non accessorio, funzionale al racconto.
Inevitabile parlare di tv con lei. A chi farebbe interpretare la parte di Malinverno?
Spero che Luca Argentero legga il romanzo e decida di prestare il suo volto al mio protagonista, dopo averlo creato ho pensato che lui sarebbe perfetto. Non solo perché Malinverno piace alle donne ed ama le donne, ma perché, come lui, Argentero è un uomo educato, ironico, leggero…
Ho notato nel libro anche un piccolo omaggio a Luciano Rispoli, sua vecchia conoscenza... Malinverno infatti è un suo fan.
Ha circa quarant’anni e chiunque abbia un minimo di gusto e di sensibilità culturale negli anni Ottanta seguiva “Parola mia”, programma cult di Rai Uno sulla lingua italiana. Il mio voler scrivere per mestiere è nato seguendo quella trasmissione benemerita. E Malinverno ha addirittura l’ossessione delle parole che non siano consunte dall’uso.  
Di colpo di scena in colpo di scena si arriva alla fine. E la domanda nasce spontanea: Leo Malinverno lo mandiamo in pensione o tornerà presto?
So che molti lo aspettano. Io sto già scrivendo la sua seconda inchiesta/indagine in cui sarà alle prese con un serial killer, sempre in coppia con l’amico Jacopo Guerci, vicequestore aggiunto alla Questura.
A.B.

Libri