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Pastorelli-Santamaria la super coppia di Jeeg

David di Donatello

CINEMA «È surreale, sto volando, mi aspetto da un momento all’altro che scendano dall’alto degli unicorni». È frastornata Ilenia Pastorelli, arrivata lunedì alla cerimonia dei David di Donatello senza alcuna aspettativa, felice solo per la candidatura. Poi ha vinto come migliore attrice. È lei la rivelazione di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, il superhero movie di Gabriele Mainetti che ha regalato un David anche al protagonista, Claudio Santamaria, per il ruolo di piccolo delinquente invulnerabile al dolore.

A chi dedicate il vostro David?
Pastorelli: A Gabriele Mainetti che ha creduto in me e mi ha dato una chance contro ogni pregiudizio.

Santamaria: Ma che ti devo di’... Ho vinto questo premio, ci speravo, ma non me l’aspettavo anche perché gli altri attori del film avevano già preso tre David. Sono felice.

Santamaria, il premio ci stava tutto...
C.S.: Sì. (ride ndr.) È un gran bel film, al di là del premio. È verissimo quello che ha detto Matteo Garrone: erano candidati tanti film belli, diversi, e ognuno ha trovato il suo pubblico. È un bellissimo anno per il cinema italiano.

Cosa le è piaciuto del suo personaggio?
I. P.: La fragilità da bambina con tutta la bellezza che hanno le bambine: la capacità di passare repentinamente dal pianto al riso e la capacità vivere la vita senza sovrastrutture.

C.S.: Ho dato anima e cuore al mio, come cerco di fare sempre. Però stavolta c’è stata anche la grande possibilità di lavorare da punto di vista fisico e con una trasformazione anche mentale, psicologica, emotiva.

 Pastorelli, chi è il suo supereroe nella vita?

Nicola Guaglianone, uno degli sceneggiatori, che mi ha visto in tv e ha suggerito a Mainetti di farmi il provino!

Santamaria, sul palco si è tolto il cappello svelando una testa mezza rasata. Che personaggio sta interpretando?

Si chiama Il Papero e il film è “Brutti e cattivi” di Cosimo Gomez.

Ilenia, da oggi inizia la sua carriera nel cinema, chi è la sua musa?

Monica Vitti per la sua spontaneità e verità, mi ha sempre colpito emotivamente. Racchiude bellezza, fascino e simpatia.

 Perché “Jeeg Robot” ha conquistato tutti?

I. P.: Perché è una storia vera in chiave fantascientifica, ma in un contesto duro come Tor Bella Monaca e la periferia di Roma.

C.S.. : Perché è originale, ha uno sguardo per gli altri. Perché è pensato per emozionare nel profondo.

 Pastorelli, secondo lei Tor Bella Monaca è come Gotham City?
Dipende dai punti di vista, diciamo che è Gotham City a non essere come Tor Bella Monaca (sorride ndr.).  BARBARA NEVOSI

 

 

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