Famiglia

Adolescenti italiani a caccia di famiglia

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FAMIGLIA. Il primo valore per gli adolescenti italiani? La famiglia. Una «sicurezza», «che andrebbe rafforzata» per uno su tre; «una base da cui ripartire» per oltre uno su due. Quale sia questa famiglia, però, è tutto da scoprire. Certamente non è solo quella tradizionale. Lo rivela una indagine di Paidòss (l’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e adolescenza) realizzata da Datanalysis nella seconda metà di marzo 2016 su mille ragazzi in tutta Italia. 

La famiglia tipo

La famiglia cui si riferiscono i ragazzi, rispondendo a una domanda esplicita («È importante il tipo di famiglia, tradizionale o meno?». Risposta più gettonata: no), è in realtà il «nucleo familiare». Che, oltre a quella “classico”, ne ingloba tante altre varianti: quella monogenitoriale, quella allargata composta da genitori divorziati e poi risposati, quella composta da coppie non sposate... Non è importante la sua forma, infatti, ma che dia calore e affetto, che sia un riparo dove si trovano figure di riferimento che raccontano e spiegano il mondo. L’indagine parla di anche di ideali, di coraggio, di positività per il futuro, di realismo. È un dato che sembra spazzare via l'immagine negativa degli adolescenti “sdraiati”, tutti social e videogiochi.  Oggetto dell'indagine i ragazzi tra i 9  e i 16 anni. E il ritratto degli adolescenti italiani 2016 che ne esce, è complesso. Il valore che danno agli affetti, agli ideali, alla famiglia emerge dalle risposte alla domanda “Cosa manca oggi al nostro Paese per avere un futuro migliore?”. La più frequente è “La sicurezza di una famiglia sempre presente”: lo dice il 33%. Seguono “avere ideali in cui credere” (20%, con prevalenza nel Centro e tra i 13-16 anni) e “mancanza della presenza di figure davvero di riferimento” (12%, specie tra i ragazzi di 15-16 anni). I giovani italiani sono inoltre coraggiosi: sanno bene che in Italia i problemi non mancano. Quello più sentito è proprio “la non tutela della famiglia”.  «Le risposte emerse da questa indagine - dice Giuseppe Mele, presidente di Paidòss - danno anche delle indicazioni importanti a noi adulti. Questi ragazzi dicono di aver bisogno di famiglia. E di ideali. Quello che vogliono dire è che, per crescere e maturare, hanno bisogno di figure di riferimento. Quindi non famiglia come rifugio per essere difesi, ma luogo in cui si ricevono, oltre all'affetto, testimonianze. Diamo loro queste cose. E soprattutto, non sottovalutiamoli».

METRO/ADNKRONOS 

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