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Affitti di mercato giù meglio i concordati

Affitti

LOCAZIONI «I canoni di mercato si sono abbassati, avvicinandosi a quelli concordati. Può essere ragionevole, per un proprietario, scegliere questi ultimi, se si tengono in conto i vantaggi, fiscali e non solo». La considerazione è dell’avvocato Arnaldo Cogni, presidente della neonata sede milanese di via Scarlatti dell’Associazione Piccoli Proprietari di Case (www.appcmi.it), che con l’Agenzia Sociale per la Locazione Milano Abitare (www.milanoabitare.org) sta mettendo a punto una collaborazione che vuole essere nell’interesse di tutti (il 13 aprile alle 18 evento promozionale alla Torre Branca): da un lato, cioè, di inquilini troppo “ricchi” per avere un alloggio popolare ma troppo “poveri” per un alloggio a canone di mercato; dall’altra, di proprietari desiderosi di affittare con ragionevoli garanzie. I vantaggi per gli inquilini? Microcredito e detrazioni Irpef. E per i proprietari? 18 mesi di affitto garantito in caso di morosità incolpevole, un contributo (1.200 euro per il 3+2, 2.000 per il 6+2), cedolare secca al 10%, Imu e Tasi ridotte del 25% (così l’ultima legge di Stabilità). Non poco.

Lo strumento del canone concordato, previsto dalla legge 431/98, è in crescita e rappresenta una opportunità interessante, specie dove sostenuto da accordi sincadali locali, che meglio aggiornano i prezzi e i parametri. Così è successo a Milano nel 2015, ma anche a Napoli, Brescia, Pavia, Benevento. Secondo gli ultimi dati disponibili dell’ufficio studi Tecnocasa, nel 1° semestre 2015 il canone concordato costituiva il 18% degli affitti italiani (con punte del 64,7% a Bologna, capofila del settore), contro il 15,3% del 2014.
SERGIO RIZZA

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