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Contraccezione, sessualità gli esperti entrano nella scuola

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 FAMIGLIA. Falsi miti sulla contraccezione e poca conoscenza delle malattie sessualmente trasmissibili: ecco perché la Società Italiana della Contraccezione (SIC) sbarca nelle scuole. Lo fa iniziando dalla Lombardia, con il Patrocinio della Regione. 

«Molto spesso i giovanissimi conoscono la sfera della sessualità solamente per sentito dire o attraverso il web e raramente le ragazze vanno dal ginecologo», spiega il professor Annibale Volpe, past president della SIC. «Ecco perché» precisa «è specifico compito di noi ginecologi “metterci la faccia” e incontrare personalmente le nuove generazioni: conoscere lo sviluppo riproduttivo e avere chiara l’importanza della contraccezione è garanzia di rispetto all’interno della coppia e verso se stessi». Liceo apripista lo scientifico Bramante di Magenta. 

Educare in primis
«Siamo lieti di poter offrire ai nostri ragazzi un ciclo di lezioni che possano far chiarezza su una serie di temi essenziali per la salute», commenta Angela Venneri, il dirigente scolastico. «È importante che i giovani tengano sempre alta la guarda contro le infezioni sessualmente trasmissibili - in continuo aumento e di cui attualmente si parla poco - e contro gravidanze indesiderate che possono provocare traumi anche seri. È importante far acquisire ai giovani consapevolezza sugli aspetti psico-sociali legati alla sessualità. In primis sull’ educazione affettiva che si traduce sia in informazione sessuale, sia in trasmissione di valori». 

Imparare la fisiologia
Il primo step sarà conoscere la fisiologia della riproduzione. «Capire come siamo fatti e come funziona il nostro apparato riproduttivo» spiegano  il professor Volpe e il dottor Giovanni Grandi, ginecologo e membro della SIC «è essenziale sia per programmare in maniera naturale e sana la nostra sessualità, sia per rispettare noi stessi e gli altri». 

Le malattie da conoscere 
 In classe si tratteranno temi quali la contraccezione e le infezioni sessualmente trasmissibili. «La coppia deve scegliere - possibilmente all’unisono - il metodo contraccettivo più appropriato, a seconda delle esigenze individuali», spiega la dottoressa Franca Fruzzetti, della Clinica Ostetrica e Ginecologica Universitaria, del S. Chiara di Pisa. «In primis dobbiamo sensibilizzare i ragazzi sul problema dell’HIV, ma non basta» sottolinea Francesco De Seta, ricercatore universitario presso l'Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'Università di Trieste. «Esiste un’ampia gamma di infezioni trasmesse quali clamidia, herpes, trichomonas, sifilide, ecc, infezioni che rappresentano dei fattori predisponenti anche al virus dell’HIV e che purtroppo possono avere conseguenze, anche molto serie, sulla salute».  

Chi volesse approfondire può seguire l’evento sul profilo Twitter di SIC attraverso gli hashtag #SicDocet. 

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