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Zero dice la sua su Gesù adozioni gay e trivelle

Renato Zero

MUSICA «È un album sul presente, che si rivolge a chi non vuole stare in panchina». Un Renato Zero combattivo, quello di “Alt”, nuovo cd con 14 canzoni che raccontano il mondo di oggi fra denuncia, temi sociali e battaglie civili. L’1 e il 2 giugno il ritorno live all’Arena di Verona.

Zero, perché un lavoro così attuale?
Mi hanno spinto questi tempi così duri, con un’Italia allo sbando e una politica negativa. Ma c’è dell’altro: una tv poco allettante, troppa musica scadente, un uso eccessivo di internet, che crea solitudine. Bisogna uscire e vivere la vita con passione. Ci vuole una rivoluzione.

In un brano lei evoca il ritorno di Gesù, in un altro parla di discriminazione.
I musulmani magari esagerano nel servire il loro Dio, noi il contrario. E l’assenza di Gesù si sente tantissimo: è morto per noi, fa parte di noi, siamo noi. La discriminazione l’ho provata sulla mia pelle, un tempo erano maturi benpensanti, oggi tanti giovanissimi. Che tristezza.

Lei è a favore delle unioni civili e della stepchild adoption?
La famiglia è necessaria, qualunque essa sia, senza distinzioni sociali e di sesso. L’importante è che ci siano amore e rispetto. Chi contesta le adozioni sono gli stronzi che non amano.

Cosa ne pensa del referendum sulle trivelle?
Ho già detto la mia anni fa quando ho sostenuto la lotta di Lucio Dalla contro le trivellazioni nelle Tremiti. Per succhiare un po’ di petrolio annacquato non mi sembra il caso di fare dei danni ecologici.

E la sua Roma?
In centro ci vedi solo vescovi e politici, gli altri vanno fuori. Ma è la mia città e, nonostante i problemi, ha un fascino unico. Però che strazio quelle buche sulle strade...

DIEGO PERUGINI

 

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