Scuola

Bullismo e omofobia Un film per capire l’emergenza

Un bacio/film/Scuola

ROMA Lorenzo, Blu e Antonio: 16 anni, stessa classe, stesso liceo in una città del nord est, alle spalle una famiglia che li ama. Tutti e tre vengono isolati dagli altri coetanei perché considerati “diversi”. È l’incipit di Un Bacio, di Ivan Cotroneo, nelle sale dal 31 marzo (Lucky Red). Un film sull’adolescenza, sulle prime volte, sulla ricerca della felicità. Ma anche sul bullismo, l’omofobia e la solitudine. Rimau Grillo Ritzberger (nel ruolo di Lorenzo, il gay ghettizzato), Valentina Romani (Blu, la ragazza “facile”), Leonardo Pazzagli (Antonio, ripetente complessato), ne hanno parlato con gli studentu delle scuole in giro per l'Italia, catturando la loro attenzione e suscitando vivaci dibattiti.

IL VIDEO DELL'INCONTRO IN REDAZIONE

Come hanno reagito i ragazzi?
Leonardo: Ci hanno ringraziato, perché abbiamo dato loro la possibilità di esprimersi liberamente e qualcuno ha trovato persino il coraggio di fare outing, qualcun altro ci ha scritto perché si è riconosciuto. Altri, che hanno commentato con un buuu la scena del bacio gay nel film, hanno poi ammesso di essersi ricreduti su alcuni luoghi comuni e sulla discriminazione sessuale.

In quest’epoca social come possono le famiglie aiutare i figli alle prese con i problemi dell’adolescenza? Controllandoli?
Valentina: Mio padre lo fa ancora con me, anche se ho 19 anni! Non sbircia nel telefono, che ho sempre in tasca, ma se metto un tacco esagerato, me lo fa notare. Quindi: occhio!
Rimau: A 13 anni marinavo la scuola e il mio papà controllava tutti i miei passi. Non ho mai fatto grosse stupidaggini, sapevo che lui era in agguato.
Lorenzo: Io, a differenza dei colleghi, mi considero della generazione pre-social, avendo già 24 anni. E credo che se mia madre avesse soltanto curiosato nel mio telefono avrebbe chiuso con me. Bisogna avere fiducia nei figli e imparare a parlare con loro senza spiarli.

Un bacio ha suscitato l’attenzione proprio perché parla di ragazzi e delle loro problematiche. A chi è rivolto?
Rimau: Alle famiglie: può aiutare i genitori a vedere con gli occhi dei figli.
Valentina: Alle ragazze in particolare, perché c’è un messaggio che il mio personaggio manda a tutte, ovvero che bisogna essere gelosi custodi del proprio corpo. Mai svendersi!

E l’amicizia che ruolo ha?
Valentina: Nel film sono vittima del bullismo, mi considerano la “troia” solo perché sono fidanzata con il più bello della classe. Ma poi l’alleanza con Lorenzo e Antonio, soli come me, dà a ciascuno la forza per trovare la propria strada, in barba alle etichette e agli schemi.

Come vi siete preparati per entrare nei personaggi?
Leonardo: Sono tornato con la mente a quando ero alle medie. All'epoca avevo i brufoli ed ero paffutello, con un taglio di capelli improbabile, e non venivo invitato alle feste. Ho ripensato alle brutte sensazioni provate in quei momenti ed è stato facile immedesimarmi, anche se oggi il personaggio di Antonio è lontano da me anni luce.

ORIETTA CICCHINELLI

 

Scuola