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Un futuro senza carta per salvare le biblioteche

Libri/John Palfrey

ROMA L’evoluzione della nostra storia di “carta”? È nel digitale. Basta aggiungere ai volumi da scaffale gli ebook e fare l’upgrade dei bibliotecari, che dovranno imparare a gestire grandi quantità di dati online. Una vera sfida, raccontata da John Palfrey nel suo nuovo libro BIBLIOTECH. Perché le biblioteche sono importanti più che mai nell’era di Google.
 L’autore, uno dei massimi esperti americani di biblioteche digitali, sarà anche l’ospite d’onore al convegno oggi al Palazzo delle Stelline di Milano “Bibliotecari al tempo di Google”. Palfrey, preside della Phillips Andover Academy (Massachusetts), ha dato il via alla rivoluzione digitale delle biblioteche americane. In Italia, il primo polo a seguire i suoi imput è stato il MLOL, la Media Library OnLine, guidata da Giulio Blasi, uno degli speaker del convegno.
«Senza falsa modestia possiamo dire di aver anticipato i tempi. Gli ebook sono arrivati in Italia nel 2009 e noi abbiamo iniziato il nostro lavoro nel 2007. Abbiamo visto quello che avevano fatto negli Usa, perché neanche in Europa esistevano esempi simili» racconta Blasi a Metro. Anticipando tutti nel Vecchio Continente, Blasi inizia a capire che «questa è una via di non-ritorno. Il digitale è uno strumento fondamentale per modificare la qualità e la quantità dell’offerta dei contenuti, che permette vantaggi economici e di distribuzione. Per esempio una rete di biblioteche locali che vuole scambiarsi dei libri, normalmente dovrebbe usare dei furgoni. Invece con il digitale si possono organizzare prestiti in tempo reale e facendo risparmiare alle biblioteche tantissimo». E anche gli editori ci guadagnano: «Al MLOL abbiamo fatto degli accordi e creato due nuovi modelli con le case editrici. O l’ebook viene venduto alla biblioteca allo stesso prezzo del libro di carta e poi prestato, oppure per ogni singolo prestito la biblioteca paga un tot all’editore».
Comunque la biblioteca risparmia, anche pagando ogni singola copia. Il libro cartaceo «ha una lavorazione lunghissima e costosa per il singolo prestito». E dal canto suo l’editore non perde nulla, anzi, il suo libro acquista visibilità. «Comprendere bene e sfruttare il digitale è uno dei modo per le biblioteche per affrontare la crisi».
 Il messaggio di Palfrey è chiaro: proprio in questa epoca globalizzata, di ricerche su Google infinite e gratuite nelle biblioteche, reali e digitali, si ha un accesso a contenuti gratuiti, selezionati e di qualità. Senza dimenticare la musica, i film. Oggi le biblioteche digitali come il MLOL funzionano un po’ come Spotify. Per accedere a tutto questo come si fa? Basta iscriversi. Online ovviamente.
FRANCESCA GUINAND

IL LIBRO
BIBLIOTECH. Perché le biblioteche sono importanti più che mai nell’era di Google è il libro di John Palfrey pubblicato da Editrice Bibliografica che racconta come far sopravvivere le biblioteche al tempo dei social network. Non pensate agli archivi polverosi e alle mensole disordinate dei film di Indiana Johns, ma immaginate l’opposto. Luoghi di incontro e di diffusione gratuita di cultura selezionate. Non solo libri, romanzi, saggi ma anche musica in streaming stile Spotify, quotidiani di tutto il mondo gratuiti, libri antichi e ultime edizioni appena uscite in libreria. Gratis. Palfrey parla agli utenti, ma sopratutto ai bibliotecari. Che per stare al passo con i tempi devono aggiornarsi sulle nuove teconologie per essere in grado di gestire prestiti online e download e upload di “cultura” 2.0.

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