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Menopausa fastidiosa? Ecco come aiutarsi un po’

Donne/menopausa/foto olycom

BENESSERE Il passaggio muto. Recitava così il titolo di un libro dedicato al momento forse più complicato, ma meno considerato della vita femminile. Ovvero la menopausa un periodo che attualmente è sempre più lungo: basti pensare che oggi ogni donna trascorre circa 30 anni nella fase che segue la fertilità, come dire un terzo dell’esistenza. E in virtù della maggiore longevità di lei sono proprio le ultracinquantenni a essere le più presenti e attive nei ruoli chiave della società. Per questo non vogliono che un tale passaggio rimanga muto, ma al contrario sia sempre più al centro dell’attenzione e venga vissuto al meglio. Come ha confermato la ricerca di GfK per conto di Msd Italia su “Le donne e la menopausa” presentata in occasione dell’Isge, 17° World Congress della Società internazionale di ginecologia endocrinologica, appena svolto a Firenze. I risultati fotografano nella maggioranza delle intervistate over 50 il timore per i sintomi, che possono compromettere la qualità della vita, soprattutto per le fastidiose vampate di calore (colpiscono il 55% delle donne), l’aumento di peso (il 40%) e i disturbi del sonno (31%). Seguono: sbalzi d’umore e problematiche legate alla sessualità che vanno dal calo del desiderio alla secchezza vaginale alla difficoltà e ai dolori nei rapporti intimi.
Eppure anche se i fastidi ci sono, solo poche donne (un quarto) cercano soluzioni: il 10% lo fa utilizzando integratori alimentari e l’8% prodotti naturali. Il 5% ricorre alla terapia ormonale sostitutiva che anche se riduce i sintomi, l’osteoporosi e i problemi cardiovascolari, trova molte resistenze che riguardano l’assunzione di ormoni, come la paura d’ingrassare e di essere più a rischio tumore.
“La Tos è indicata per le donne che presentano sintomi moderato-severi associati alla menopausa – spiega la ginecologa Chiara Benedetto, dell’Università di Torino – i benefici si manifestano rapidamente, ma deve essere iniziata subito dopo la menopausa affinché gli estrogeni assunti possano esercitare il loro effetto protettivo su tutti gli organi coinvolti”. 

 

LUISA MOSELLO

 

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