Salute

Il cuore ballerino si cura con le nuove tecnologie

Fibrillazione atriale/foto olycom

SALUTE È la prima causa di ictus e colpisce più di mezzo milione di persone in Italia, raggiungendo quasi il 20% degli over 80. È la fibrillazione atriale, l’aritmia più diffusa nella popolazione, insieme all’extrasistole, al centro di tante ricerche e terapie che con uno slogan usato più volte “hanno a cuore il cuore”. Per monitorarla e ridurne il più possibile i rischi esistono cure innovative alle quali non sempre è facile accedere, come ha evidenziato il convegno Spending review, payback. Fibrillazione Atriale e Ictus Cardioembolico: Prevenire è Risparmiare organizzato dall’Associazione culturale Giuseppe Dossetti. Che ha parlato di  circa 18 milioni di euro all’anno di risparmi per il Servizio sanitario nazionale attraverso una revisione del sistema di rimborso per le azioni di elettrofisiologia che riguardano la patologia. Risorse che potrebbero essere reimpiegate per le cosiddette “procedure di ablazione trans catetere” in grado di curare la quasi totalità delle tachiaritmie cardiache. Terapie innovative ed efficaci, ma in Italia poco diffuse rispetto agli altri paesi europei.
 Prevenzione: si fa poco
“La Fibrillazione atriale – spiega Gianluca Botto, Presidente dell’Aiac, l’Associazione Italiana Aritmologia e Cardiostimolazione che ha presentato uno studio in tema condotto con l’Assobiomedica – è una patologia estremamente pericolosa per le sue complicanze. Grazie però agli straordinari progressi compiuti possiamo contare su innovazioni tecnologiche che consentono di effettuare trattamenti curativi e risolutivi. Purtroppo l’attuale sistema di rimborso delle procedure elettrofisiologiche presenta importanti criticità. Col risultato che in Italia si registra un’iniquità di accesso sul territorio a queste tecnologie, che rischiano di essere poco diffuse e valorizzate, quando potrebbero portare notevoli risparmi al Ssn e al tempo stesso minori rischi per i pazienti”.  

 

LUISA MOSELLO

 

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