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Congedo parentale, il 14% dei padri si dedica ai figli

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FAMIGLIA. «Priscilla ed io stiamo iniziando a prepararci per l'arrivo di nostra figlia (…). Ho deciso di prendere 2 mesi di congedo di paternità, quando arriverà nostra figlia». Marck Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, ha dato annuncio con un post che usufruirà di un periodo di congedo parentale. Il giovane miliardario specifica anche che a tutti i dipendenti di sesso maschile la società di Menlo Park concede ben 4 mesi pagati per stare a casa con il nuovo arrivato. Un quadro, questo, per pochi privilegiati. In Europa, infatti, nonostante i papà siano sempre più attivi e presenti nella crescita e nella cura quotidiana dei bambini, sono ancora soprattutto le madri a vivere pienamente la maternità. «ll nostro Paese sta cercando di invertire questa tendenza al fine di adeguarsi agli standard europei, introducendo un’estensione al congedo obbligatorio di paternità. Favorire una maggiore condivisione della genitorialità è l’obiettivo di un preciso emendamento della legge di Stabilità che ha esteso a due le giornate di congedo di paternità obbligatorie che vanno ad aggiungersi al congedo di maternità», spiega Simone Colombo, consulente del lavoro.

Il  Jobs Act
In Italia, stando ai dati ufficiali, il 14% dei padri usufruisce dei permessi. «Nell’86% per cento dei casi sono le donne a chiedere il congedo parentale per far fronte alla cura dei figli - spiega Colombo - Non ci sono ancora dati previsionali, ma la possibilità introdotta dal Jobs act di usufruire del congedo ad ore anziché a giornate intere potrebbe essere di aiuto alle famiglie ed aprire nuove opportunità per i padri che non uscirebbero dal mercato del lavoro e potrebbero accrescere la presenza in famiglia». Ma come funziona la paternità al maschile?  Oltre al congedo obbligatorio di due giorni, il padre può usufruire di due giornate di assenza facoltativa, in alternativa all’astensione della lavoratrice madre. Per queste 4 giornate il dipendente percepisce il 100% della retribuzione globale e la contribuzione figurativa. «In realtà 4 giorni servono generalmente al disbrigo delle faccende urgenti e sono poco utilizzabili per godersi appieno i bimbi. Inoltre statistiche Inps ci dicono che anche se le giornate garantiscono l’intera retribuzione, sono ancora poche le domande presentate», prosegue Colombo. 
Il successo del congedo? «Quando  la percentuale di retribuzione prevista è più vicina allo stipendio normale si registra un aumento significativo dell’utilizzo da parte dei padri, come accade in Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia».    

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