Libri

Nella Bologna di Brizzi una storia di fratelli

enrico brizzi

INTERVISTA Due fratelli, Max e Teo, che vivono vite completamente diverse. Il primo è un ribelle che si è rifugiato tra le montagne dopo aver divorziato dalla moglie e all’improvviso decide di far perdere le sue tracce; il secondo è un single sornione con un lavoro ben retribuito e nessuna intenzione di mettersi in gioco, che si trova costretto a ritrovarlo. Sono loro i protagonisti del nuovo romanzo di Enrico Brizzi, Il matrimonio di mio fratello (Mondadori, p. 497, euro 22), una storia intensa sugli affetti e i contrasti familiari che ha come sfondo una Bologna pulsante e le trasformazioni sociali subite dal Paese negli ultimi trent’anni.

Dopo alcuni progetti extranarrativi e i romanzi fantastorici è tornato alla vita reale. Soddisfatto?
Sì, molto. Avvertivo il bisogno di scrivere una bella storia sulla famiglia e sulla passione, ambientata in un’Italia vera.

Max e Teo, nonostante l’affetto che li lega, sembrano due uomini agli antipodi. Sono poi davvero così distanti?
Racconto le loro vite partendo da lontano e credo che, nonostante le differenze caratteriali tipiche tra fratelli, riescano ad avvicinarsi, crescendo. Niente di strano, d’altronde: succede sempre così.

Bologna torna a fare da cornice ad un suo libro. Trova che sia una città molto cambiata dai tempi di Jack Frusciante è uscito dal gruppo?
Più che altro penso che ad essere cambiato sia il mio rapporto con essa, il modo che ho di percepirla. Bologna è da sempre una fucina artistica, un magma di creatività  e di trasformazioni culturali. Di sicuro era e rimane una città molto “letteraria”.

A ormai vent’anni dal suo folgorante esordio letterario, dove pensa di essere arrivato come scrittore?
La soddisfazione più grande credo sia quella di aver attraversato molti generi e di aver scoperto che nelle mie corde ci sono diversi registri espressivi. È fondamentale non adagiarsi in una formula, seppur di successo, se si vuole durare nel tempo.

Chi è il lettore ideale di Enrico Brizzi nel 2016?
Sicuramente le donne tra i 30 e i 40 anni. D’altronde sono rimaste quai solo loro a comprare libri!
DOMENICO PARIS

 

Libri