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Guardiani dell'aria con le app misura-smog

Inquinamento

AMBIENTE Il problema della salubrità dell’aria è centrale nelle società contemporanee, tanto da meritare una costante attenzione da parte dell’Unione europea, che ha predisposto un pacchetto di misure utili a tutelare l’ambiente, con l’ausilio di tecnologie dell’informazione e comunicazione. Il programma della Commissione “Aria pulita per l’Europa” (2013), si prefigge importanti obiettivi, da raggiungere entro il 2030: la riduzione dell’inquinamento atmosferico e il miglioramento della qualità dell’aria.
Questo risultato può essere conseguito attraverso la diminuzione delle emissioni di gas provenienti dal settore dell'industria e dei trasporti (in particolare, anidride solforosa, azoto, metano), che rendono sempre più frequenti le piogge acide dalle quali scaturiscono considerevoli aumenti di costi sanitari. Nel pacchetto confluisce la direttiva del 2001 relativa ai limiti nazionali per le emissioni nocive provenienti dall’industria, dal traffico, dagli impianti energetici e dall'agricoltura. È stato revisionato anche il Protocollo di Goteborg del 1999, con particolare attenzione al fenomeno del riscaldamento globale.
La Commissione stima un ammontare di danni “da inquinamento” pari a 23 miliardi di euro e continua sottolineando che i benefici per la salute derivanti dall’attuazione del pacchetto “aria pulita” sono pari a circa 40 miliardi di euro all’anno. Gli accordi tra Ue e Stati membri hanno, secondo la relazione “2 Trends and Projection in Europe 2015” pubblicata dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, prodotto risultati positivi, permettendo la riduzione delle emissioni del 23%, nel periodo compreso tra il 1990 e il 2014. Ma l’Ue promuove una tutela più ampia anche grazie all'introduzione di nuove tecnologie.
Si tratta di strumenti di social networking, mediante i quali i cittadini valutano personalmente lo stato dell’ambiente. Airprobe - ad esempio - è uno di questi. Si tratta di un’App che valuta il grado di inquinamento atmosferico delle città. Nasce come “sfida internazionale” tra Anversa, Kassel, Londra e Torino; ciascuno può diventare “guardiano dell’aria” misurando i livelli di inquinamento in più punti della propria città. Dalle segnalazioni degli utenti, si desume che le zone italiane più inquinate siano la province di Napoli e Milano. Un altro servizio ideato a tal proposito, è Widenoise, per monitorare il grado di inquinamento acustico. Il cittadino agisce in prima persona, avvalendosi di uno “zainetto misura smog”; attraverso un sistema di geolocalizzazione vengono registrati il tragitto dell’utente e i valori ambientali, che possono essere poi raccolti in una Sensor Box ed inviati sul web. Nonostante l’impegno costante dell’Unione, la soluzione del problema ambientale pare ancora molto lontana, lo confermano anche le conclusioni a cui si è giunti con la recente Conferenza mondiale sul clima di Parigi; gli obiettivi sono tutti a lungo termine. Il pianeta ci concederà altro tempo?
ROSALBA ALTIERI

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