Famiglia

In Italia come negli Usa si punta ai patti prematrimonio

Diritto di famiglia

FAMIGLIA. Da poco concluso il 2015 è stato un anno particolarmente nefasto soprattutto per le coppie celebri d’oltreoceano, che si sono dette addio anche dopo lunghe unioni e diversi figli. Dopo Gwyneth Paltrow e Chris Martin, Ben Affleck e Jennifer Garner, Antonio Banderas e Melanie Griffith,  si sono detti addio anche Brian Austin Green e Megan Fox,  Pamela Anderson e Rick Salomon, Matt LeBlanc e la moglie, Hale Berry e Olivier Martinez. Milioni di dollari in patrimoni che le star si sono divise, nella maggior parte dei casi come già stabilito dagli accordi pre-matrimoniali.

Come funziona in Italia
In Italia, a differenza degli Stati Uniti i patti prematrimoniali, in particolare quelli riferiti al divorzio, sono nulli.  Alla Camera tuttavia è all’esame della Commissione giustizia  una proposta di legge, la n. 2669, proprio in materia di accordi prematrimoniali, «destinata a modificare radicalmente il sistema ordinamentale del diritto di famiglia come fino ad ora istituito», spiega l’avvocato Lorenzo Puglisi, specializzato in diritto di famiglia, presidente e fondatore dell’associazione Familylegal (http://www.familylegal.it/). 

Autonomia negoziale
La proposta, spiega Puglisi, «mira a concedere ai coniugi l'autonomia negoziale non solo nel regolamentare i loro futuri rapporti patrimoniali e personali, ma anche di stabilire accordi per la successione dell'uno o dell'altro in caso di morte, in deroga al divieto dei patti successori, fatti salvi i diritti che la legge riserva agli altri legittimari». I patti si potranno sottoscrivere davanti a un notaio, alla presenza di due testimoni, oppure con la procedura della negoziazione assistita da uno o più legali. Ancora presto per quantificare i costi, ma, nell’ottica del legislatore l’operazione dovrebbe essere abbordabile per tutti. 

Qualche esempio

 Un coniuge potrebbe rinunciare al mantenimento, fatto salvo il diritto agli alimenti. Oppure sarà possibile stabilire prima se, dopo la separazione, l'ex moglie o l'ex marito versino all’altro una somma mensile o una cifra in un’unica soluzione. La convenzione potrebbe contenere anche la previsione della possibilità, da parte della moglie, di mantenere il cognome del marito. O, ancora, si deciderà prima come disporre di case e appartamenti o a chi andranno i redditi derivanti dagli immobili. Ciascun coniuge, però, non potrà attribuire all'altro più di metà del patrimonio.  
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