Opinioni

Dissesti geologici e slogan inutili

Stefania Divertito

L’Italia? È un paese geologicamente giovane, per questo è soggetto al dissesto idrogeologico. I fondi per contrastare il dissesto? Ci sono, mancano i progetti finiti, colpa delle Regioni. Nove miliardi in sette anni, ha promesso Renzi. Mille cantieri l’anno, ma dal sito dell’Ispra ne emergono appena 33 nel 2014. Eppure il punto sulle opere non lascia dubbi: “Siamo un cantiere aperto, va tutto bene”.

Ad assistere alla conferenza di presentazione del libro di Erasmo D’Angelis, oggi direttore dell’Unità, fino a ieri a capo dell’Unità di missione sul dissesto idrogeologico, sembrava di essere nel paese delle favole. C’era anche il ministro dell’Ambiente a cui, secondo il padrone di casa, andrebbe il merito di aver risolto il problema dell’acqua a Messina (la città è rimasta a secco dopo che una frana ha investito l’acquedotto). Peccato che nel frattempo i messinesi siano rimasti 20 giorni con i rubinetti chiusi.Ministro Galletti, sarebbe bello affrontare questo annoso, decennale problema, con meno slogan ed enfasi e più responsabilità. Qualcosa si è cominciato a fare, ma non basta affatto. Ad esempio: perché finanziare l’allungamento della metro di Genova?
L’anno scorso il Bisagno aveva inondato le stazioni e fortunatamente accadde di notte. Quella metropolitana è pericolosa. Invece di tombare, si dovrebbe decostruire. Invece che gettare cemento, si dovrebbe avere il coraggio di spostare l’abitato. Lo dicono i geologi e non oggi, ma da anni. A ogni congresso del consiglio nazionale, a ogni appuntamento, lo ripetono allo sfinimento.
Uno strumento ce lo avreste: la legge contro il consumo di suolo che, sebbene svuotata rispetto alle necessarie rigidità iniziali, resta uno strumento valido e atteso. Va avanti da anni, nelle audizioni in Camera e Senato ne è stata proclamata l’urgenza. A ogni alluvione viene evocata. Addirittura sembrava fosse imminente: appena qualche settimana fa alla Camera si è lavorato di notte per leggerne gli emendamenti. Però, guarda un po’, è stato appena deciso di farla slittare a gennaio. C’è tempo, piogge permettendo.

 

STEFANIA DIVERTITO

giornalista

Articoli Correlati
Opinioni