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Il nostro nemico da oggi è la paura

GIAMPAOLO ROIDI

Il dolore non diminuisce, anzi. Ieri si è spenta anche la fiammella di speranza di ritrovare Valeria Solesin ancora viva. Succede che i nuovi dettagli privati di storie così simili alle nostre stanno scavando nelle coscienze di tutti noi un’immedesimazione totale con le vittime di Parigi. Potevamo esserci noi al loro posto. Un pensiero fisso. Angosciante, come non era stato, forse, quello che ci aveva preso alle spalle dopo la strage di Charlie Hebdo, quando i sicari di Al Qaeda scelsero per la loro sfida criminale un simbolo di democrazia e le vite di chi lo difendeva. Questa volta hanno sparato a caso in un teatro, fucilando alzo zero uomini e donne colpevoli soltanto di stare lì, liberi e spensierati, ad ascoltare musica o a guardare una partita di pallone allo stadio.

Più passano le ore, più questo pensiero piccona quel castello di differenze tra le nostre vite e quelle strappate vie venerdì sera faticosamente improvvisato dai nostri cuori. Siamo tutti feriti gravi di una guerra che non capiamo e non conosciamo abbastanza. Combattuti tra il cambiare i nostri comportamenti quotidiani o imporci di non farlo per non darla vinta a chi ci vuole terrorizzati. Stamattina il nostro nemico è la paura.

GIAMPAOLO ROIDI

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