Fatti&Storie

Francesco: mi piace una Chiesa inquieta

Vaticano

FIRENZE «Mi piace una Chiesa italiana inquieta, sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti» e «bisogna combattere fino in fondo il cancro della corruzione e il veleno della illegalità». Così Papa Francesco nella sua visita pastorale in Toscana: «Non si può fondare nulla di buono sulle trame della menzogna e sulla mancanza di trasparenza - ha aggiunto il Papa - ricercare e scegliere sempre la verità non è facile; è però una decisione vitale, che deve segnare profondamente l’esistenza di ciascuno e anche della società, perché sia più giusta e onesta». Parlando in mattinata a Prato, Francesco ha sottolineato che «la sacralità di ogni essere umano richiede rispetto, accoglienza e un lavoro degno» ed ha ricordato i cinque uomini e le due donne di cittadinanza cinese morti due anni fa, a causa di un incendio nella zona industriale di Prato.

Lavoro disumano

«Vivevano e dormivano nel capannone dove lavoravano - ha detto il Papa - è stata una tragedia dello sfruttamento delle condizioni umane di vita». Il Pontefice si è poi recato a Firenze. «Non dobbiamo essere ossessionati dal potere, anche quando questo prende il volto di un potere utile e funzionale all’immagine sociale della Chiesa», è stato il monito che ha lanciato intervenendo al Convegno Ecclesiale nazionale della Cei. Dopo l’Angelus nella Basilica della Santissima Annunziata e il pranzo alla mensa Caritas, il bagno di folla finale allo stadio “Artemio Franchi” per celebrare la messa.

Mantenere contatto con la realtà

Tra il pubblico anche Agnese Landini, moglie del premier Renzi, con i figli. «Occorre mantenere un sano contatto con la realtà, con ciò che la gente vive, con le sue lacrime e le sue gioie - ha concluso Papa Francesco - mantenere questo contatto è l’unico modo per poter aiutare la gente, per formare e comunicare. È l’unico modo per parlare ai cuori delle persone, toccando la loro esperienza quotidiana: il lavoro, la famiglia, i problemi della salute, il traffico, la scuola, i servizi sanitari. È l’unico modo per aprire il loro cuore all’ascolto di Dio».

METRO

Articoli Correlati
Fatti&Storie