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Diradiamo la nebbia che è scesa nelle aule

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SCUOLA Risacca, demoralizzazione, frenesia di inizio anno, l’idea che ormai la legge c’è e ce la teniamo, a meno che non caschi il governo. Ma tanto non casca. E poi i 500 euro: qualcosa ci compreremo, magari il tablet per i figli. Molti insegnanti fanno finta di niente. Una sorta di nebbia è calata sulle scuole. Spessa, si taglia quasi col coltello. Il silenzio mediatico e l’accusa di essere una casta sembrano aver spento il fuoco della protesta. È la vittoria del quieto vivere? L’abitudine a subire le decisioni altrui?

Bisogna ripartire

Eppure è da qui che ci tocca ripartire: con la consapevolezza di dover essere interlocutori credibili, inattaccabili per onestà e visione progettuale. Nel frattempo, continuiamo a svolgere il nostro compito educativo: i bambini e le bambine, le ragazze e i ragazzi hanno fame di conoscenza, e per crescere hanno bisogno di noi. Un’esortazione e un augurio.

PAOLA MASTRANTONIO

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