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Le assunzioni e il gioco delle tre carte

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ROMA Il piano assunzioni è stato il perno centrale intorno a cui è stata costruita la riforma farlocca. Il piano assunzioni è stato usato come specchietto per le allodole. Numeri sbandierati in tutte le trasmissioni senza possibilità di contraddittorio.

Il maxiemendamento, votato al senato con lo strumento meschino della fiducia, nasconde tra le sue pieghe alcune norme che di fatto rivelano il vero piano delle assunzioni: dei 100.000 posti di cui si parla, meno della metà riguarda vere assunzioni con cattedra e stipendio. L’altra metà, oltre 55.000, rappresenta nomine giuridiche, cioè sulla carta, ma senza stipendio e senza cattedra fissa.

A cosa servono le nomine giuridiche? Semplice: a rispettare la sentenza della Corte Europea che impone assunzioni per i docenti il cui incarico è stato reiterato in forma di precariato. Cosa faranno, dunque questi docenti? Il comma 65 ed altri del maxi emendamento parlano chiaro: questi docenti verranno assunti con incarico annuale sui rimanenti 60.000 posti che sono stati abilmente occultati dal ministero.

Sono cattedre cosiddette “di fatto”, sono i posti che esistono da sempre, quelli su cui lo Stato ha assunto con reiterati contratti annuali i docenti adesso vincitori del ricorso alla corte di Strasburgo. Ecco rivelato il gioco delle tre carte.
 

SALVO AMATO (Gessetti Rotti)

 

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