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Scuola, diventa legge la riforma contestata

ISTRUZIONE

ROMA L’Aula della Camera ha approvato - con 277 sì, 173 no e 4 astenuti - la riforma della scuola, il testo è ora legge. Hanno votato a favore Pd (con 5 esponenti della minoranza contrari e 24 assenti non giustificati), Ap e Sc. Durissime proteste dai banchi di Sel, M5S e Lega. Confermate le mobilitazioni di sindacati e studenti, sia a luglio che a settembre. «Oggi è stata scritta una pagina nera per la democrazia perchè la scuola è fondamentale per salvaguardare la democrazia», ha detto il segretario della Flc Cgil, Domenico Pantaleo: «Questa legge riporta l’istruzione indietro, toglie diritti, non risolve il problema della precarietà e trasforma la scuola in un luogo chiuso. È una riforma che il governo ha fatto approvare con la forza».

I punti principali

La riforma destina tre miliardi in più all’anno per il capitolo istruzione; prevede l’assunzione straordinaria di oltre 100 mila insegnanti precari; il potenziamento di materie come arte, musica, lingue e discipline motorie; i presidi che potranno scegliere da appositi ambiti territoriali docenti con il curriculum «più adatto a realizzare il progetto formativo della loro scuola». Obiettivo della riforma è mettere al centro l’autonomia scolastica dando gli strumenti finanziari e operativi ai dirigenti per poterla realizzare. Le scuole avranno più soldi: raddoppiato il Fondo di funzionamento. Ma anche più risorse umane: ogni istituto avrà in media 7 docenti in più per i progetti e per l’arricchimento dell’offerta formativa. I concorsi per gli insegnanti tornano ad essere banditi regolarmente: il primo entro dicembre. Prevista l’alternanza scuola-lavoro per tutti nell’ultimo triennio delle superiori, licei compresi, e si potrà svolgere anche all’estero e nelle istituzioni culturali.

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