Opinioni

Il mercato del calcio è il nirvana di noi tifosi

Cosimo Croce

La fotografia del calcio italiano: sbiadita, sfuocata, insomma brutta. Lati positivi: la Juventus in finale in Champions. Lati oscuri tantissimi. In tv fanno i salti mortali per mascherare i vuoti pneumatici degli stadi (Juventus Stadium a parte). Poi pullman presi sassate, scontri tra tifosi dentro e fuori gli stadi. Bombe carta. Cori razzisti. Qualche volta ci scappa pure il morto. Poi però arriva il calciomercato. Un unguento miracoloso da cospargere sulle ferite pallonare. Finalmente iniziano le campagne napoleoniche. Tanti nomi, tante speranze, cuori che fibrillano per gli dei che ci trasformeranno le amate. Brividi che attraversano tutto il Belpaese. Ma sul più bello la secchiata di acqua sporca. A Catania compravano le partite. Il pm di Cremona vuole processare il ct Antobio Conte per la vecchia storia col Siena. Tutto vero.  Questo è il brodo dove cuoce la nostra (sigh), passione. Ora però lasciateci in pace è tempo di calciomercato. Basta con le secchiate. Da Calciopoli (2006) non c’è tregua. Calcioscommesse a gogo, la “banda dello zingaro”, Procure attivissime, loschi individui che pilotano il business sferico. Pure chi ha  fatto il giuramento di Ippocrate (del calcio), ne  combina di tutti i colori (Pulvirenti, Pulvirenti…). Il virus del biscotto non ha pietà di nessuno.
Lasciateci in pace. E poi due cose ci salvano, sempre: la prima è lo stellone (o culo). Nel 2006 eravamo in ginocchio  ma abbiamo vinto il Mondiale. La seconda è il calciomercato. Rieccolo. Il mercato serve a purificare. Filtriamo le scorie accumulate. L’esaltazione per quello che sarà il futuro è troppo forte, e l’anima torna leggera. Nomi esotici in un bailamme di speranze, poi magari arrivano un sacco di bidoni, vabbè. Ma senza il calciomercato, le già stitiche campagne abbonamento che fine farebbero? Vogliamo stare a bocca aperta a fantasticare sui nuovi acquisti anche se la crisi ci strozza. Forse proprio per questo. Trenta milioni di qua, quaranta di là. Ingaggi  faraonici che a uno normale servirebbero cento vite per arrivare a sei mesi di stipendio di un Ciclope della pedata. Tenetevi per voi i conti della serva, noi vogliamo godere. Alla faccia del fair play finanziario. I debiti? Non infastiditeci, siamo nel Nirvana, i tempi degli schiaffi arriveranno. Adesso solo calciomercato.

COSIMO CROCE
giornalista

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