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Donne e lavoro Bravo Papa Francesco

Giampaolo Cerri

OPINIONI «Èun puro scandalo che a parità di lavoro le donne abbiano una retribuzione più bassa». Alla vigilia del 1 maggio, festa del lavoro, a pronunciare queste parole non è il segretario, donna, del più grande sindacato italiano, la Cgil, Susanna Camusso. Né lo fa, Annamaria Furlan, segretario della seconda organizzazione con più iscritti, la Cisl. A dirlo è stato, ieri, un uomo, ottuagenario e pure prete: Jorge Bergoglio, pontefice. Quando, nei giorni scorsi, era uscito l’ennesimo Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, i sindacati non l’avevano preso a pretesto per lanciare una mobilitazione, anche solo culturale, dinnanzi a quel differenziale, sconcertante, di quasi 300 euro, nel salario di laureati e laureate, a parità di formazione e di anzianità. Certo, i problemi dell’occupazione sono molti, enormi in una fase di crisi, e ogni giorno l’attualità aggiorna la drammatica geografica degli stabilimenti che chiudono o delle industrie che ricorrono agli ammortizzatori sociali senza grande prospettiva davanti, come ha ricordato la vicenda Whirpool nei giorni scorsi. Le Camusso e le Furlan, così come gli altri capi sindacali, avranno mille attenuanti, ma non c’è mai un tempo propizio per combattere la discriminazione. Non ci sono un giorno e un’ora a cui rimandare il momento in cui dire basta. E allora viva il Papa che, parlando di matrimonio e della sua tutela sociale, si scandalizza: «Perché si dà per scontato che le donne devono guadagnare meno dell'uomo?».

GIAMPAOLO CERRI

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