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Corruzione, prevenire è meglio che punire

Beniamino Migliucci

L'inchiesta denominata "Mafia Capitale" ha determinato una reazione da parte del Governo, che ha subito dichiarato di voler intervenire aumentando le pene e allungando i termini di prescrizione rispetto a quanto oggi previsto per la corruzione.

Dopo la sentenza Eternit avevamo già sottolineato che agire sotto spinte emotive o emergenziali porta solo a cattive riforme. Sembra che la Politica intenda, invece, continuare in questo senso.

Si crede di trovare l'antidoto alla corruzione aumentando le pene e allungando i processi. Dobbiamo purtroppo rilevare che non c'è nulla di più sbagliato. Che l'aumento delle pene non sia servito a nulla è infatti dimostrato dal fatto che la legge cd Severino, che già due anni fa le aveva aumentate, non ha evidentemente prodotto gli effetti desiderati, mentre i processi dovrebbero essere ragionevolmente brevi, perché l'esito possa arrivare in tempi non troppo lontani dal fatto addebitato.

È necessario, a nostro avviso, un deciso cambio di prospettiva: la ricetta per combattere la corruzione non dovrebbe essere affidata alla repressione, ma alla prevenzione. Quello che serve è una diffusa cultura della legalità, leggi chiare e semplici che non disorientino i cittadini nei confronti della Pubblica Amministrazione, riformare il sistema della rotazione degli incarichi amministrativi. E poi occorrerebbe l'esempio di una Politica trasparente e corretta.

Il Governo, invece, propone interventi volti a ottenere facile consenso, poiché si prospettano carcere e confische per i corrotti, dimenticando che già ora, con pene che vanno dai quattro agli otto anni, sarebbe possibile mandare in carcere chi lo merita (ammesso e non concesso che questa sia una medicina da somministrare) e che esistono le norme per sequestrare e confiscare i beni dei corrotti.

La parola spetta ora al Parlamento, che speriamo approfondisca temi di così grande rilievo senza farsi condizionare dalla necessità di "manifesti mediatici", che poco contribuiscono a rendere efficace  il diritto penale.

BENIAMINO MIGLIUCCI
presidente delle'Unione delle Camere penali

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