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Il Terzo settore scrive a Marino una lettera-appello

Terzo settore

ROMA. Dopo Mafia Capitale, inchiesta nella quale sono state coinvolte alcune cooperative sociali di Roma, il Terzo settore dovrà percorrere una strada molto  tortuosa per recuperare credibilità  e affidabilità. Il Forum del Terzo Settore del Lazio ha scritto, a questo proposito, una lettera aperta al sindaco di Roma Ignazio Marino, di cui Metro riporta  la versione integrale:

«Caro Sindaco,

Le scriviamo una lettera aperta sulla cooperazione sociale, parte vitale e importante del terzo settore, che ha provato in questi giorni dolore e stupore per le ferite inferte al suo nome provenienti dalle notizie e dai fatti accertati dalla Procura della Repubblica di Roma nell’inchiesta denominata “Mondo di mezzo”.
Dolore e orgoglio per tutta la cooperazione sociale che non ha mai utilizzato tali sistemi, che non ha mai pensato il proprio agire come un “affare” da praticare sulla pelle dei deboli e degli esclusi, che non ha mai praticato la corruzione come un sistema per la soluzione dei nodi nei confronti con la Pubblica Amministrazione e con la politica.
Lei rappresenta il vertice dell’organizzazione territoriale che permette la libertà di agire dei cittadini nei processi amministrativi e la legittimità delle scelte economiche della comunità. La legalità e la trasparenza degli atti di Roma Capitale, sono il presupposto della convivenza e della partecipazione democratica dei cittadini romani al governo della città.
Pensi come si deve sentire nell’animo un dirigente, un impiegato, della Sua amministrazione, onesto e diligente, appassionato del proprio lavoro, della propria funzione pubblica – ne conosciamo tanti che onorano il Comune da Lei rappresentato – quando scopre che un proprio collega, nello stesso servizio, svolgeva una funzione ambigua o disonesta. E si ritrova confuso, nell’immaginario dei cittadini o nella comunicazione, in un unico insieme di sospetto e malaffare.
Lei sa che la cooperazione sociale opera in questa città da quarant’anni, già prima della creazione della legge 381/91. In questo lungo periodo è stata un punto di riferimento culturale, di promozione politica, di libertà e tutela dei diritti dei deboli, insieme al volontariato e all’associazionismo di promozione sociale. Quindi non vogliamo essere confusi con gli errori profondi compiuti da alcuni suoi dirigenti.
Oltre mille cooperative sociali insieme al volontariato e all’associazionismo di promozione sociale producono assistenza alle persone e inclusione lavorativa di soggetti fragili. Nella regione Lazio, decine di migliaia di soci/lavoratori, operatori sociali, incontrano centinaia di migliaia di cittadini/utenti, spesso i più deboli, raggiunti quotidianamente, incontrati, confortati, accompagnati nelle loro vite.
Chiediamo quindi con forza di non essere confusi con scelte illegittime o illegali di alcuni, di pochi, che emergono dall’inchiesta. Le cooperative sociali oneste, corrette, competenti, la stragrande parte, sono le prime danneggiate da questi episodi, così come tutte le realtà di terzo settore.
La Sua scelta di presentare alla città un nuovo profilo nella Giunta allontanando ogni possibile contiguità con questo fenomeno malavitoso, aprendo una nuova fase nell’organizzazione amministrativa e negli indirizzi dell’ente locale, anche in attivazione della nuova Città Metropolitana, ci vede al suo fianco.
La Sua scelta di affidare una grande responsabilità all’assessore Danese per le politiche sociali – una personalità conosciuta da tutti nella città, competente e illuminata, una operatrice sociale, una dirigente nazionale del terzo settore – ci ha sollevato l’animo.
Alcune delle cause che hanno generato le gravissime violazioni vanno ricercate nella tendenza, sempre più frequente nell’amministrazione, a operare nell’emergenza ripetuta, oltre all’assenza di pianificazione e la mancata selezione dei migliori.
Le chiediamo quindi un incontro al più presto, insieme all’assessore Danese, per rilanciare le relazioni tra Roma Capitale e la cooperazione sociale, per approfondire la correttezza delle relazioni amministrative, correggendo storture che con evidenza si sono prodotte e riaffermando la dignità del lavoro sociale nella città anche attraverso un grande progetto di qualità urbana e inclusione sociale
Noi, come cooperazione sociale e forum del terzo settore ci costituiremo parte civile nel dibattimento che seguirà a tutela dell’onorabilità delle cooperative sociali e dei soci/lavoratori.
Noi abbiamo già iniziato una riflessione interna sui sistemi di selezione degli associati e dei dirigenti.
Noi non faremo sconti a nessuno in rappresentanza e tutela di una storia che ha reso più vivibile la qualità della vita nella nostra e nella Sua città». Forum Terzo Settore Lazio

METRO 

 

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