Opinioni

Usiamo Buzzi contro i Buzzi futuri

PAOLA RIZZI

Pif, premiato ieri per il suo bel film La mafia uccide solo d'estate, un anno fa buttò là: «La mafia è efficiente, competente e meritocratica». Ce l’aveva con la Bindi, perché per lui non era abbastanza preparata per diventare presidente dell’Antimafia. Al di là della polemica contingente, Pif coglieva nel segno e non c’è dubbio che le centinaia di pagine di intercettazioni di Mafia capitale dimostrino un fatto: quella non è gente che sta con le mani in mano. Il profilo dei Carminati o dei Buzzi è di “manager” che si sbattono da una parte all’altra per muovere denaro, persone, appalti, contando su una conoscenza millimetrica delle procedure pubbliche, sulle loro debolezze, sui tessuti molli e le zone grigie. In quelle pagine c’è violenza, intimidazione, ma anche una formidabile competenza maturata sul campo di ciò che non va nel sistema degli appalti pubblici, di come e dove è possibile infiltrarsi attraverso scorciatoie che possono diventare autentiche autostrade. Una tale summa di conoscenze non dovrebbe davvero andare sprecata. Negli anni '80 e '90, agli albori dell’era digitale, decine di hacker arrestati per le loro violazioni furono poi arruolati a forza dalla Nsa o da altre agenzie, per aiutare il sistema stesso a proteggersi. Ecco, visto che da Mani pulite ad oggi fior di esperti e legislatori non ne sono venuti a capo, forse, per sconfiggere la corruzione, oltre ad un surplus di volontà politica, potrebbe essere un’idea servirsi dell’indiscutibile bagaglio di esperienza di un Buzzi, per creare le contromisure ai Buzzi futuri.   

PAOLA RIZZI
@paolarizzimanca

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